Lazio, Belleri: “Quarto posto, tutti uniti si può! Il 3-5-2 di Inzaghi? Io non lo cambierei”

05.05.2019 09:00 di Lalaziosiamonoi Redazione   Vedi letture
Fonte: Francesco Mattogno - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, Belleri: “Quarto posto, tutti uniti si può! Il 3-5-2 di Inzaghi? Io non lo cambierei”

Il Giappone nel presente e l'Italia come sogno per il futuro. La storia di Manuel Belleri si è capovolta rispetto a quella di tanti altri. Oggi, quello che fa è insegnare calcio a bambini giapponesi, ma con un occhio sempre rivolto al Bel paese: “Il mio obiettivo è quello di diventare allenatore. Intanto sto facendo scuola calcio a Tokyo per il Milan e sono molto contento del mio lavoro, è una possibilità per farmi conoscere e ci sto riuscendo. Quello che voglio fare in futuro però è tornare in Italia e iniziare ad allenare”. Non ha abbandonato né l'Italia né la Lazio, la squadra a cui è rimasto più legato in carriera e che segue ancora oggi con passione. D'altronde è risaputo per chiunque, di Lazio ci si ammala inguaribilmente. Tra le diverse esperienze da calciatore, per Belleri anche un anno nell'Atalanta, ecco perché era l'uomo giusto per parlare in esclusiva a Lalaziosiamonoi.it alla vigilia di questa delicatissima sfida di campionato.

ATALANTA: “L'Atalanta è cambiata tantissimo rispetto a quando c'ero io (stagione 2007/2008 n.d.r.). Noi eravamo una buonissima squadra, l'allenatore era Del Neri e abbiamo fatto comunque un'ottima annata. Ma adesso ha raggiunto una compattezza pazzesca, sia a livello tecnico che societario. In pochi avrebbero pensato che potesse diventare così forte e fare dei campionati di vertice come poi ha fatto in questi anni. Quindi si merita i complimenti Gasperini che sta facendo grandissime cose, e la società bergamasca stessa, perché è riuscita ad ottimizzare tutto quello di buono che aveva a disposizione per diventare una grande squadra”.

LAZIO E CORSA CHAMPIONS: “Le due sfide contro l'Atalanta saranno molto delicate, difficile dire quale sia la più importante. Da calciatore penso che vincere la Coppa Italia sia più rilevante, un trofeo rimane nella storia. Anche se la Champions League frutta molti ricavi alle società e per un giocatore significa anche potersi mettere in mostra, avere grande visibilità. Sono due obiettivi fondamentali, la Lazio non deve scegliere: può puntare a raggiungere entrambi i traguardi portando a termine così una stagione magnifica. Nonostante sia più indietro in classifica, tutti - società, allenatore e tifosi - possono dare la spinta che serve ai biancocelesti per permetterle di affrontare lo sprint finale alla perfezione e arrivare quarta. Quindi domenica può vincere, io ci credo. E soprattutto lo spero con tutto il cuore”.

LA CRESCITA DELLA LAZIO: “La Lazio di adesso per me può fare grandi cose perché ha un ottimo allenatore, l'aria che si respira intorno ai biancocelesti è positiva e le potenzialità tecniche della squadra sono importanti. Poi Simone Inzaghi è un amico, oltre ad essere un tecnico bravissimo, il suo lavoro finora è stato straordinario e gli auguro di poter centrare il quarto posto. Rispetto a 10 anni fa, quando raggiungemmo la Champions Legue, la Lazio è certamente più forte. Ma negli anni anche Napoli, Milan, Inter e Roma si sono rinforzate con grandi campagne acquisti, per quello rimane difficile competere ad alti livelli”.

IL TERZINO OGGI: “Da ex terzino, posso dire che il ruolo è cambiato tantissimo rispetto al passato, ora non deve più solo concentrarsi sulla fase difensiva ma ha l'obbligo di saper spingere e supportare la manovra in attacco. È un ruolo in cui hai bisogno di giocatori preparati fisicamente, con una bella gamba, oggi è fondamentale per qualsiasi club avere dei terzini ottimi in tutte e due le fasi. Infatti mi piace tantissimo il sistema di gioco della Lazio, con il suo 3-5-2, e dell'Atalanta che si dispone in modo simile. Con i “terzini” alti e la difesa a 3 gli esterni creano superiorità numerica quando la squadra attacca. Le formazioni che adottano questi moduli in genere sono quelle che divertono di più, riuscendo ad esprimere un calcio superiore alla media”.

NOSTALGIA BIANCOCELESTE: “Alla Lazio ho passato il periodo migliore della mia carriera calcistica. Il ricordo più bello e intenso che ho è il gol all'esordio all'Olimpico, in Intertoto, anche se mi è rimasto il rammarico del fatto che quel giorno non fossero presenti i tifosi causa squalifica. La mia esperienza a Roma è stata fantastica, ho vissuto tanti bei momenti che porterò per sempre nel cuore”.

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