Serie A, nodo tamponi: Milan, Inter e Atalanta fanno arrabbiare il CTS. E la quarantena...

Il Comitato Tecnico Scientifico boccia il protocollo tedesco sulla quarantena. In caso di positivo, due settimane di stop per tutta la squadra...
08.05.2020 10:30 di Antoniomaria Pietoso Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Stefano Di Bella
Serie A, nodo tamponi: Milan, Inter e Atalanta fanno arrabbiare il CTS. E la quarantena...

L'incontro di ieri tra Gravina e il Comitato Tecnico Scientifico non ha portato a una fumata bianca. Resta in bilico tutto, ma piccoli passi in avanti sono stati fatti. Il protocollo Germania resta quello a cui fare riferimento ma, almeno per il momento, in Italia non è attuabile. Qualora la curva dei contagi continuasse a calare si potrebbe pensare a una modifica in corsa, ma per il momento non è fattibile. Il nodo è la strategia da utilizzare in caso di nuovo positivo. In Bundesliga si isola solo il soggetto in questione e gli altri continuano ad allenarsi mentre vengono monitorati. In Serie A, invece, insieme al positivo andrebbe in quarantena anche tutta la squadra per due settimana.Il CTS è stato chiaro e non intende attuare il protocollo tedesco sulla gestione dei nuovi casi che invece la Federazione proponeva. Il decreto governativo parla chiaro: quattordici giorni di quarantena per chi ha il virus e per chi è stato a contatto con lui. Il calcio per ripartire è pronto ad accettarlo e a rischiare anche perché al momento questa sembra l'unica strada per la ripartenza con la speranza che tutto possa andare per il meglio e che le cose possano poi essere modificato in corsa. Tutto è nelle mani del ministro Speranza che già oggi potrebbe dare una risposta che si spera possa essere favorevole. I rumors parlano di un ok per gli sport individuali che anticiperebbe di qualche giorno quello per quelli di gruppo.

NODO TAMPONI - Quasi sicuramente la ripartenza riguarderà solo la Serie A e il problema principale sono i tamponi. L'idea è di farne il più possibile, ma le analisi hanno un costo che moltiplicato per tutti i componenti dello staff non è sostenibile dalla B. Le squadre della massima serie, invece, possono farsi carico della somma ma i tamponi servono anche alla gente comune. La Lombardia continua poi a essere un problema. Non solo i positivi continuano a essere tanti, ma i tamponi in quella regione servono in grande quantità per i cittadini. Il calcio rischierebbe di usarne una quantità importante e di toglierla alle persone. L'idea di Gravina è quella di acquistare tamponi nelle zone meno a rischio e di metterle a disposizione di Milan, Inter e Atalanta. Quelli che avanzeranno saranno donati agli ospedali e messi a disposizione della popolazione. Una scelta che il CTS reputa corretta ma, come sottolinea la consueta rassegna stampa di Radiosei, peccato che i tre club lo abbiano già fatto di loro iniziativa senza interpellare il Comitato, cosa che ha parecchio indispettito gli esperti. Il calcio, a parte questa incomprensione, è a totale disposizione ed è pronto a modificare il protocollo secondo il parere dei virologi e senza scavalcare i cittadini.