Frey: "Mai fidarsi della Lazio, Immobile devastante. E quella chiamata di Cragnotti..."

Lo storico ex portiere della Fiorentina parla in esclusiva: al centro la sfida del Franchi, tra la Viola e la Lazio, in programma domenica sera.
27.10.2019 07:50 di Francesco Tringali   Vedi letture
Fonte: Francesco Tringali - Lalaziosiamonoi.it
Frey: "Mai fidarsi della Lazio, Immobile devastante. E quella chiamata di Cragnotti..."

Il fascino di Sebastian Frey resta quello di un old-fashioned che si è affacciato al professionismo in un periodo di trasformazioni, portando con sé istinto, tecnica e reattività. Terzo straniero in assoluto per presenze in Italia (446), che in carriera ha vinto soltanto una Coppa Italia ai tempi del Parma. Bizzarro. Volava da un palo all'altro, quello nerazzurro e quello Viola, senza dimenticare i guantoni ducali. "Coi capelli di Frey...", era il celebre coro di una tifoseria che puntualmente conquistava ed esaltava, artefice di una scuola portieri in mutamento a cavallo del nuovo millennio. "Oggi guardo ogni partita e tifo per il mio amico Frank", è la prima cosa che racconta in esclusiva ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it. Il suo Franck, Ribery: connazionale e gioiello della - sua - Fiorentina. Altro pezzo di cuore e di guantone lasciato sulle rive dell'Arno. In quel Franchi che domenica sera ospiterà la Lazio.

BIG MATCH - "La Fiorentina ha bisogno di certezze, di fare più punti possibili in un anno di ripartenza, anche societaria. La Lazio nonostante le cadute, nonostante in molti la stiano sottovalutando per i suoi risultati, rimane un'ottima squadra capace di mettere in difficoltà chiunque. Sarà una bella partita, quanto importante. A me piace molto la Lazio, già da due anni, ha un'impronta niente male. Inzaghi mi ha sorpreso molto come allenatore, ha puntato sulle sue idee, non bisogna fidarsi di questo momento della Lazio".

AMICO FRANK"Io impazzisco per lui, sta dimostrando di andare oltre il campione e il professionista che è sempre stato. È una persona che ha una carica importante. Poi a fianco a Chiesa è una coppia che mi esalta. Ci sono delle partite in cui Federico dovrebbe fare la differenza, è nel mirino di molti, ha quest'etichetta di tuffatore in campo che difficilmente viene tolta. E poi, dall'altra parte, quanto mi piace Immobile. Mio compagno di squadra al Genoa, fa sempre la differenza. É un ragazzo che ha trovato fiducia, oltre a certezze e continutà. Con queste caratteristiche è il tipico attaccante moderno, da statistiche il migliore in Italia. Giocatore moderno, bomber vero, ha avuto tanti alti e bassi invece a Roma ha trovato una serenità incredibile che guardate dove l'ha portato. Strakosha? Mi piace, sta crescendo, è in maturazione continua. Vorrei vedere il miglior Milinkovic quest'anno, osservandolo dal vivo quando era più giovane mi aveva subito impressionato. Deve trovare una certa continutà, a volte fatica e ha un rendimento altalenante. Se imbecca la via giusta può essere devastante".

PICCOLO RIMPIANTO - "Tra il '99 e il 2001 sono stato più volte contattato dalla Lazio. Cragnotti mi cercò, la Lazio mi voleva. Ero nel discorso del rinnovo con l'Inter dopo la stagione al Parma, ma quando i nerazzurri mi fecero capire che volevano continuare con me, da titolare, ho dato priorità a loro. Subito dopo la Lazio vinse praticamente tutto, da lì in poi sarebbero stati i suoi anni d'oro. Peccato essermeli persi, sarebbe stata una bella opportunità per me...".

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Pubblicato il 26/10 alle 20