Sconcerti: "Derby mediatico tra Lazio e Roma? Biancocelesti più 'elitari', gridano meno..."

13.04.2019 10:00 di Leonardo Giovannetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: lalaziosiamonoi.it
Sconcerti: "Derby mediatico tra Lazio e Roma? Biancocelesti più 'elitari', gridano meno..."

Lazio concentrata sui propri obiettivi: c’è una Champions League da raggiungere. Sabato arriverà un’altra tappa fondamentale per il rush finale, corsa sfrenata verso il posto nell’Europa che conta. Ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it è intervenuto il noto giornalista e opinionista Sconcerti.

Milan - Lazio partita decisiva. Come arrivano le due compagini?

Sarà sicuramente una sfida fondamentale, se la Lazio dovesse perdere il Milan andrà avanti e il tempo per recuperare è poco. A me piace molto la Lazio di Inzaghi, da anni. L’ho sempre considerata più forte, negli ultimi tempi, del Milan. Però i rossoneri di Gattuso hanno spesso messo molto in difficoltà i biancocelesti. Credo che sarà una partita aperta e decisa dalla serata degli attaccanti. Piatek e Immobile saranno fondamentali. La Lazio gioca meglio ma ha bisogno del suo bomber, che ultimamente è più silenzioso. Piatek è un giocatore che mette dentro quasi tutti i palloni che gli arrivano. In mezzo al campo la squadra di Inzaghi ha sicuramente più qualità.

Inzaghi potrebbe mettere in difficoltà il Milan con la formula ‘fantasia’?

Deve farlo, anche perché in questo momento non ci possono essere partite in cui si pensa solo in modo tattico. Ormai è tardi, la tattica non ti da alcuna garanzia di risultato. Devi andare a cercare quello che hai in più, e secondo me la Lazio ha più organizzazione rispetto al Milan. Se i biancocelesti dovessero giocare a calcio come sanno, avranno molte possibilità di vincere. Questo lo sa anche Inzaghi.

Rush finale per la Champions League. La Lazio può farcela?

Alla Lazio non manca esperienza, anche perché nessuna delle altre pretendenti al quarto posto ne ha. Credo che si stia parlando di squadre che non sono in grado di decidere da sole cosa essere. Non stiamo parlando di grandissime formazioni, ma di buone formazioni che giocano tra di loro. Ognuno fa quel che può, non quello che deve. Il rischio di non farcela c’è, perché i punti sono pochi. Il campionato del Milan e della Lazio è stato un buon campionato, ma sicuramente non travolgente. Il pericolo di non raggiungere l’obiettivo c’è per tutte, perché questo è il livello del nostro calcio adesso.

Se la Lazio dovesse arrivare in Champions League, che mercato si aspetta?

Lotito ha sempre garantito un buon mercato. In questo momento la vera forza della Lazio sono Lotito e Tare, rispetto a tante altre società, anche quelle che stanno davanti. Se si parla di simpatia è una cosa, se si parla di calcio Lotito e Tare sono una garanzia forte. Il vero problema è quali sono i giocatori da acquistare. Tutti vogliono i top player, ma non si trovano. Ci sono centrocampisti in Europa su cui una società investirebbe cifre da capogiro? Il discorso è complesso.

La Lazio riceve meno attenzione mediatica rispetto alle dirette avversarie?

Io lavoro da 45 anni in questo ambiente, e ho sempre sentito da parte dei laziali e della Lazio queste lamentele. Ho diretto giornali, e dirigere giornali significa cercare di vendere. Non c’è nessun venditore di giornali, o venditore in generale, che possa permettersi di ‘ghettizzare’ una parte dei propri lettori. La comunicazione è anche, se non soprattutto, commercio. Tu vendi quello che ti conviene. Se la Lazio ha meno comunicazione e viene sottovalutata dalla stampa, e non credo sia così, significa iche l suo mercato è quello. La Fiorentina ha più rilevanza mediatica? Ho diretto giornali romani, la Lazio ha vinto anche uno scudetto sotto la mia direzione e assicuro che le cose non stanno così. C’è poi tanta competizione tra le tifoserie che amplifica questo problema. D’altronde la Lazio ha un tifo abbastanza elitario, i tifosi biancocelesti sono tutti molto professionisti. C’è una differenza di classe sociale tra i romanisti e i laziali. La classe sociale dei supporter della Lazio è più alta e ‘grida’ meno. Questa è la vera ragione. Inoltre bisogna considerare il fatto che i giallorossi sono numericamente superiori. Io sarei comunque sempre orgoglioso di essere tra ‘i meno’ piuttosto che tra ‘i più’.

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