Trastevere Calcio, pres. Betturri: “Dal 'No' alla Roma ai 110 anni di storia”

17.10.2019 07:35 di Andrea Marchettini   Vedi letture
Trastevere Calcio, pres. Betturri: “Dal 'No' alla Roma ai 110 anni di storia”

La squadra che ha portato il calcio a Roma è la Lazio. Su questo non si discute, con buona pace dei tifosi romanisti e delle loro intricate teorie sulla fondazione del club. La documentazione storica che abbiamo a disposizione illustra anche un’altra cosa: che tra il 1900 e il 1927 nacquero altre realtà sportive nella capitale, tra cui quella del Trastevere Calcio che ha origini antiche e gloriose. E che quest’anno ha compiuto 110 di anni di storia. Un traguardo importante, carico di prestigio e curiosità, come quella relativa alla mancata fusione con l’A.S. Roma durante il regime fascista. Sì, perché la storia ci insegna anche un'altra cosa: che il club giallorosso nacque per volontà del Duce e soprattutto grazie all’operato del dirigente e nazionalista abruzzese Italo Foschi, il quale riunì tutte le realtà sportive sotto un’unica società. È storia risaputa che la Lazio riuscì a sfuggire alla fusione, ma non tutti sanno che una “protezione” simile contraddistinse anche il Trastevere, che mantenne la propria identità grazie alla strenua difesa dei dirigenti dell’epoca. Per vederci più chiaro su questa vicenda, la Laziosiamonoi.it ha contattato il presidente dello storico club romano, Pierluigi Betturri, che non si è limitato a confermare quanto già detto finora: “Dirò di più: dopo la promulgazione delle leggi razziali, il Trastevere mantenne un atteggiamento diverso rispetto a tutti gli altri club, Lazio compresa. Ci sono delle attestazioni giornalistiche dell’epoca che testimoniano come il Trastevere abbia voluto tenere in rosa due giocatori ‘non ariani’ nonostante il divieto da parte del regime fascista. Il nostro club ai tempi aveva due calciatori di origine ebraica, un mediano e una mezzala, che fece giocare fino al giugno del 1940”.

IL RIFIUTO DI UNIRSI ALLA ROMA: “Il Trastevere giocava nella categoria immediatamente inferiore alla Serie A, cioè in Prima Divisione. Negli anni ’30, oltre alla Serie A, non c’erano campionati nazionali ma regionali, e il Trastevere militava sempre nelle massime serie di queste leghe regionali. Durante il regime non ci si poteva opporre a determinate decisioni, compresa quella della fusione con l’A.S. Roma, ma nonostante ciò il Trastevere ci riuscì e si oppose tassativamente alla fusione, salvando il proprio titolo e la propria identità”.

UNA NASCITA DOCUMENTATA: “Sappiamo che sulla storia della Roma non c’è molta chiarezza, non si conosce bene la data e il luogo dell’effettiva nascita del club. Il Trastevere invece ha dei documenti inoppugnabili sulla sua fondazione, anche se il 1 Settembre del 1909 la squadra di calcio non è citata in questi documenti ma alcuni articoli fanno riferimento alla sezione podistica e ciclistica, e questo lo accomuna alla Lazio che nacque proprio come società podistica. Però ci tengo a sottolineare che il Trastevere, contrariamente ad altri club, possiede delle date precise e documentate che testimoniano la propria fondazione”.

LA FESTA PER I 110 ANNI: “Il 19 Settembre di quest’anno abbiamo festeggiato i 110 di storia a Trastevere. Hanno partecipato tutte le massime autorità sportive nazionali, dal Presidente del Coni Malagò all’assessore allo Sport del Comune di Roma Frongia. È stato un bell’evento e una grande festa“.

GLI OBIETTIVI E IL “PROBLEMA STADIO”: “Per una società ben strutturata, come lo è oggi il Trastevere, passare dalla Serie D ai professionisti non è difficilissimo perché basterebbe investire qualcosa ad inizio campionato per fare il salto che ci sfugge ormai da anni per pochi punti. Devo ammettere che abbiamo un po’ paura di questo obiettivo perché non abbiamo lo stadio adatto e soprattutto nella città di Roma non esiste un campo idoneo per fare la Serie C, quindi siamo un po’ frenati per questo motivo. È vero che ci sono squadre come la Lupa Roma che ce l’hanno fatta, ma a noi non ci va di andare a giocare a Tivoli o a Rieti come hanno fatto alcune squadre. Il Trastevere ha uno stadio oggi ha uno stadio ai margini del Rione e soprattutto vuole continuare a giocare a Roma. Stiamo lavorando costantemente per poter adeguare, o al limite costruire, un piccolo stadio che possa essere idoneo per i professionisti. Ma lo vogliamo a Roma, e sappiamo quanto sia complesso realizzare un impianto in questa città: il progetto della squadra di Pallotta lo dimostra chiaramente”.

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Pubblicato il 16-10 alle 22.30