Lazio, ora cosa succede a centrocampo? Belahyane rivendica la titolarità
Levatevi di mezzo. Vuole essere ancora lui il titolare. Reda Belahyane non alza la voce a Formello, ma lascia parlare le sue prestazioni. Dall'infortunio di Nicolò Rovella contro il Genoa, è stato lui a ereditare il peso della mediana, complice anche l'operazione di Cataldi e lunghi tempi di recupero. Il numero 21 della Lazio fin dal suo ingresso all'Olimpico contro il Grifone aveva dato dei segnali incoraggianti. Sicuramente più di quanto aveva fatto in ritiro dove "è svenuto 2 o 3 volte", come ha raccontato Gennaro Gattuso.
IL MINUTAGGIO DI BELAHYANE - Fisico gracilino, passo rapido, ma con energia limitata. In queste partite da titolare Belahyane ha imparato anche a gestire le energie per arrivare lucido al 90', soprattutto per l'impossibilità di chiedere il cambio alla panchina vista l'assenza di alternative a centrocampo. La sosta per le nazionali arriva al momento giusto. Potrà tirare il fiato dopo aver giocato 356 minuti in 4 partite, 3 delle quali da titolare (e una subentrando nel primo tempo). In questo inizio di stagione ha già superato il minutaggio concessogli da Baroni nel 2025 (poco più di 200' in 6 partite) e si avvicina a grandi passi verso quello garantitogli da Sarri nelle 13 presenze dello scorso anno calcistico (685'). Per Belahyane, però, la sosta per le nazionali sarà anche un nuovo test.
LE GERARCHIE - Il centrocampista classe 2004 dovrà tornare a spingere sull'acceleratore per poter entrare in competizione con i rientranti Rovella e Cataldi. Nelle gerarchie sono i due italiani a partire favoriti, ma le prestazioni garantite da Reda in questa prima parte di stagione non possono finire nel dimenticatoio. Gattuso sa quanto vale la compattezza del gruppo, conosce il significato di meritocrazia e non vuole che il controllo dello spogliatoio gli scivoli dalle mani. Belahyane sarà quindi un test per lo stesso tecnico che dovrà confermare le sue qualità nella gestione della squadra mantenendo con tutti la parola data e rendendo merito a chi se l'è guadagnato e continuerà a guadagnarselo sul campo.
