Un tuffo biancoceleste lungo 112 anni: ecco il Museo delle Maglie della Lazio

16.11.2012 10:27 di  Stefano Fiori  Twitter:    vedi letture
Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi
Un tuffo biancoceleste lungo 112 anni: ecco il Museo delle Maglie della Lazio
© foto di www.museodellemaglie.it

Spogliatoio, pochi minuti al fischio d’inizio. Il mister ha comunicato alla squadra i titolari. Gli undici eletti si girano verso la loro maglia, l’afferrano e la indossano. Sono pronti a scendere in campo. Un rito che va avanti da più di un secolo ormai, da quando i tessuti superelastici, anatomici e traspiranti erano solo una proiezione lontana del progresso. Si poteva giocare con la camicia “buona”, quella del giorno di festa, oppure con una divisa appositamente cucita dalla “zia del migliore amico di un compagno di squadra”. L’importante era avere indosso quella maglia, che al primo sguardo accomunava i propri “amici” dagli avverarsi da battere. Si sa, la maglia è il simbolo più caro per un tifoso, l’unica certezza, l’ultimo baluardo rimasto in un mondo che cambia alla velocità della luce, e con esso i calciatori. Il tifoso della Lazio, in particolare, ha un rapporto speciale con la maglia. Venera come un feticcio intoccabile quella con l’aquila stilizzata: più bella quella del 1982-83, epica, drammatica, gonfia di lacrime e di gioia quella del 1986/87, anno del “meno nove”. Ammira ancora estasiato quella del Centenario, che poi è quella del secondo Scudetto, che poi è quella della Lazio più forte di tutti i tempi. Respira il profumo intenso di quella con il Tricolore sul petto, magari con stampato dietro il numero 9 di Giorgio Chinaglia. E poi viaggia con l’immaginazione ai tempi che furono, alla vista dei lacci sul colletto. La maglia è un concentrato di storia, un museo di orli e tessuto, di stemmi e coccarde. Proprio a lei è stato dedicato un museo virtuale, che da pochi giorni è online: da mercoledì è nato il “Museo delle Maglie” della Lazio. Cliccando sul sito www.museodellemaglie.it, il tuffo nel passato è tanto immediato quanto mozzafiato. “La Lazio non hai mai avuto il bisogno di modificare i propri colori per modificare l'appartenenza a qualcosa, se non all'ideale dell’antico spirito olimpico della bandiera greca”, recita orgogliosa la home del portale. Come orgogliosa è quella scritta, che campeggia sulla prima maglia della storia: “Lazio”, il nome della prima squadra della Capitale.