Lazio, Inzaghi e i social in coro: "Noi vogliamo undici Parolo"

Solo due ruoli non ha ancora ricoperto Marco Parolo in campo: l'attaccante e il portiere, per il resto è stato in tutte le zone del campo
31.10.2020 07:15 di Lalaziosiamonoi Redazione   Vedi letture
Fonte: Jessica Reatini
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lazio, Inzaghi e i social in coro: "Noi vogliamo undici Parolo"

Ma che ruolo ha Marco Parolo? Ad oggi dopo tanti anni di Lazio non sapremmo dirlo con certezza e non di certo perché nello scacchiere di mister Inzaghi lui non trovi posto, anzi. Il classe 1985 è di fatto il jolly dei biancocelesti e nella gara di mercoledì contro il Bruges ha non solo fatto il suo esordio in Champions da titolare, ma ha anche indossato la fascia di capitano. In una delle serate forse più difficili degli ultimi anni, mister Inzaghi si è messo nelle sue mani e nel corso della partita gli ha cambiato posizione in campo tre volte: prima regista a centrocampo, poi a destra nella difesa a tre e poi  centrale in  quella a quattro. Il lombardo ha risposto presente e ha fatto bene nelle tre zone del campo adattandosi alla perfezione e guidando i compagni più giovani. Tutto ciò dimostra quanto conti, per essere un grande giocatore, anche avere l’intelligenza di cambiare, di adattarsi, di mettersi al servizio della squadra quando serve e a qualunque costo. Forse lo stesso Parolo pensava di trovare poco spazio o di recitare il ruolo di comprimario. Dal lockdown in poi, però, il numero 16 biancoceleste è tornato protagonista nonostante i 35 anni suonati. Voglia e determinazione di uno alle prime armi unite a un carisma e un temperamento che solo un'esperienza internazionale come la sua possono dare. Inzaghi lo sa bene e si affida a lui ad occhi chiusi.

LAZIO NEL CUORE - Sei anni con l’aquila sul petto e mai una parola fuori posto, mai un atteggiamento sbagliato, mai una polemica solo duro lavoro e rispetto per le scelte dei vari allenatori che si sono seduti sulla panchina della Lazio. Per tutti lui è sempre stato uno degli intoccabili. Anche questo vuol dire essere dei professionisti e dei campioni: mettere da parte l’ego e pensare al collettivo, perché le vittorie (così come le sconfitte) sono sempre merito della squadra e non del singolo. Mediano, mezzala, regista, centrale difensivo o esterno,  Parolo ha fatto tutto tranne il portiere e l’attaccante, anche se non sono mancati gol e assist pesantissimi. Finché ci sarà bisogno di lui mister Inzaghi saprà su chi fare affidamento, del resto anche sui social ormai l'hanno capito: "In emergenza mettiamo undici Parolo in campo".

Pubblicato il 30/10 alle 12.30