Italia, Mancini: "Nazionale? Come perdere la donna della mia vita. Il Mondiale..."

29.07.2026 18:34 di  Ludovica Lamboglia  Twitter:    vedi letture
Italia, Mancini: "Nazionale? Come perdere la donna della mia vita. Il Mondiale..."
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Il neo Presidente della FIGC Giovanni Malagò ha nominato Roberto Mancini nuovo ct dell'Italia. Per l'allenatore si tratta della seconda esperienza alla guida della nazionale, dopo quella che lo aveva portato nel 2021 sul tetto d'Europa, prima dell'addio nel 2023. Di seguito le dichiarazioni del nuovo ct in conferenza stampa. 

"Io credo che tre anni fa ci fu una mancanza di comunicazione tra me e Gravina, purtroppo è andata così e mi dispiace. Per me la nazionale è importante, è stato come perdere la donna della vita. Mi dispiace tanto, per tutto ciò che è accaduto. Grazie a Malagò ho avuto una seconda possibilità e cercherò di sfruttarla". 

Cosa pensa di mettere in campo per cancellare l'episodio di tre anni fa? 

"Io voglio mettere in campo una squadra che sappia fare quello che abbiamo visto nel 2021. I giocatori sono giovani, bisogna dargli fiducia".

Come si immagina il primo impatto con i tifosi? 

"Cercherò di fare in modo che la squadra cerchi di giocare così bene che i tifosi mi perdonino per ciò che è accaduto". 

Si sente di dire qualcosa sul presidente Gravina?

"Con Gravina ho parlato e ci ho chiarito: la responsabilità è totalmente mia, ma la questione del 2023 è già alle spalle". 

Rispetto alla scorsa presentazione in cui c'era un clima più disteso, ora è più polemico. Secondo Lei il gap con le altre nazionali è aumentato?

"Quando sei ct della nazionale la pressione c'è sempre. Io penso che in Italia ci siano giocatori bravi, ma bisogna dargli fiducia e farli giocare. Se ricordate Zaniolo, quando venne da noi la prima volta fu in difficoltà già dal raduno, ma dopo tre mesi era già un'altra persona. Penso che di ragazzi così ce ne siano tanti in Italia".

Parlando con Malagò del contratto, si è impegnato a garantire un progetto di lungo periodo? Il contratto è di 4 anni, ma è pronto a garantire la sua presenza in un progetto anche pù lungo? 

"La prima volta sono stato qui 5 anni e sono stato bene. Io spero di poter vincere uno o due trofei importanti e rimanere anche dopo se sarà possibile".

Nell'ultimo periodo della sua prima esperienza da ct Lei diceva che tutte le nazionali devono parlare lo stesso linguaggio tattico, sarà così anche ora? 

"Contano gli uomini e contano i sistemi: io penso che le nazionali (almeno l'Under 19, 20 e 21) debbano avere lo stesso sistema di gioco".

Forse rispetto al passato ci sono meno colone sicure a cui appoggiarsi?

"Figure come Bonucci e Chellini sono state importanti, ma io credo che ci siano giocatori bravi, tecnici e giovani da cui ripartire. Credo che riusciremo, successivamente, a trovare anche i giocatori chioccia in grado di fare da colonna". 

Con la vecchia guarda della Sua nazionale il Mondiale era un obiettivo. Dopo 5 anni, questa squadra può farle sognare una Coppa del Mondo o dobbiamo solo accontentarci di qualificarci? 

"Il 90% dei giornalisti all'inizio credeva che fossimo settimi o ottavi in Europa, e poi abbiamo spiazzato tutti. Io credo che se l'Italia andrà al Mondiale, poi al Mondiale diventerà una squadra da battere, anche se arriva da non favorita. L'obiettivo è formare una squadra velocemente per arrivare a quel punto". 

Cosa ne pensa della maggioranza di stranieri nel campionato italiano? 

"La percentuale di stranieri è la stessa di 5 anni fa. Noi speriamo che giochino più italiani, facendo giocare anche giocatori più giovani. Sarebbe bello anche vedere più italiani che giocano all'estero". 

A livello tattico ripartirà da dove aveva lasciato nel 2023? 

"Ripartiremo da quelle basi, per avere una squadra con spirito offensivo e per cercare di vincere tutte le partite. Giocare contro l'Italia non sarà semplice". 

Sulla Nations League

"I quattro gironi di Nations League sono formati da grandi nazionali, saranno partite importanti. Capiremo dove dovremo migliorarci. Sarà un girone difficile per noi, ma anche per gli altri". 

Sulla questione centravanti

"Io spero che Esposito, Kean e Retegui arrivino a segnare gli stessi gol in carriera di Immobile. Kean l'ho fatto debuttare io, lo conosco bene. Non credo che tra centravanti e ali siamo messi così tanto male in attacco". 

Lei è stato l'ultimo ct a convocare uno stage. Proverà a convocarne un altro per scoprire giocatori dai campionati minori?

"Chi fa il ct sa di avere dei problemi, riuscimmo a fare lo stage ma convocammo solo i ragazzi che oggi sono nell'Under 21. All'epoca erano molto giovani. Non so se sarà possibile, dovremo lavorare col tempo che realisticamente abbiamo". 

Un bilancio sulla sua prima esperienza in nazionale?

"Dipende. Vincemmo un Europeo meraviglioso e abbiamo fatto 4 anni senza perdere. L'eliminazione è arrivata senza perdere mai nel girone, il calcio a volte è anche questo. Io penso positivo, e sperare che le cose belle possano ripetersi". 

Cosa chiede al sistema calcio? Cosa si aspetta ora che è tornato ct? 

"Il mio obiettivo è quello di ripartire vincendo da subito, nel calcio conta questo. Mi aspetto che giochino più italiani possibile per avere più scelta". 

Lei disse che in Italia c'era un gruppo di 5-6 giocatori dello stesso livello di Bellingham, lo pensa ancora? E poi, cercherà giocatori in tutte le categorie e con ogni passaporto?

"Non ricordo quando dissi che avevamo giocatori come Bellingham... poi Bellingham è andato al Real ed è migliorato, speriamo che anche i nostri possano fare quel tipo di percorso. Se troveremo qualcuno bravo con doppio passaporto, vedremo. Perché no? Ormai lo fanno tutti".