Lazio, Rodriguez su Lotito: "Dentro Forza Italia è intoccabile, a meno che..."
Ai microfoni di Radio Laziale è intervenuto Giovanni Rodriguez, giornalista del Foglio, che ha fatto il punto sulla situazione di Lotito dentro Forza Italia in ottica Lazio.
LA SITUAZIONE DENTRO FI - "Qualcosa si muove all’interno del partito. C’è un incontro abbastanza importante a Porto Cervo, domenica, con Cappellacci — che è l’ex presidente della Regione Sardegna nonché attuale presidente della Commissione Affari Sociali di Forza Italia alla Camera — e Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicepresidente del partito, che è uno degli uomini che sta prendendo più potere in Forza Italia.
La situazione attuale dentro Forza Italia è un caos organizzato, nel senso che il partito ha il suo organigramma, che esiste solo sulla carta, perché non è nemmeno una terra di nessuno, di lotta fra correnti: non esistono nemmeno le correnti. Ognuno si muove in ordine sparso, da battitore libero. Il tentativo è di sistemarsi in vista delle elezioni del prossimo anno: si punta su un uomo invece che su un altro per ritagliarsi un posto al sole. Oggi non si sa nemmeno chi redigerà le liste per le elezioni il prossimo anno".
LOTITO INTOCCABILE - "Da quello che ho capito, la vera forza di Lotito sta nell’assenza di un reale potere di qualcuno dentro Forza Italia. Lui giova del fatto che non c‘è una segreteria forte; la famiglia Berlusconi non vuole entrare in maniera prepotente nel partito. La situazione, dal mio punto di vista, è drammatica, perché quando si dice che la politica deve prendere posizione e risolvere questo problema, è impossibile: nessuno dentro FI, da qui alle prossime elezioni, ha il potere di dire a Lotito "o fai un passo indietro con la Lazio o fai un passo indietro con Forza Italia". Mediaticamente Lotito è quasi più forte grazie alla Lazio rispetto a Tajani. L’unica cosa che c’è è una spaccatura interna in vista della legge elettorale, tra chi vuole le preferenze e chi no. In questa situazione Lotito può fare ciò che vuole, nessuno può fargli niente. Non c’è nessuno realmente forte dentro FI da mettere spalle al muro Lotito. Un po’ con gli appalti ASP di Cosenza, un po’ con l’operazione Reggina, è tutto speculare per provare a piazzarsi nelle elezioni 2027; non lo vedo per altro.
"Vedo un "si salvi chi può" in FI, dove ognuno proverà a portare a casa la propria candidatura e quella dei suoi vicini: questo è quello che ha fiutato Lotito. Lotito a Roma e nel Lazio si è fatto terra bruciata. Lotito è andato in una roccaforte di FI: Reggio Calabria negli ultimi 3-4 anni ha sempre portato a casa voti. I vari Occhiuto, Cannizzaro, è gente che i voti veri sul territorio ce li ha, non è gente di liste bloccate: hanno il territorio vero. Dal momento che Lotito investe e si riesce a piazzare in quella rete, ha una tutela molto più forte. Il punto drammatico per la Lazio è sul fatto che ad oggi, dentro FI, nessuno ha la forza di imporsi con Lotito, metterlo spalle al muro e dirgli di decidere quello che vuole fare. Dentro FI ci sono solo cani sciolti e, in una situazione di vuoto di potere, lui può prosperare e fare ciò che vuole".
FAMIGLIA BERLUSCONI - "L’unica speranza che vedo nel breve termine, ma non penso succeda, è un ingresso deciso della famiglia Berlusconi; a quel punto le liste verrebbero decise da loro, rinnoverebbero il partito e si ripartirebbe da zero, senza che nessuno abbia la forza di imporsi. Per fare questo, però, non ci sono i tempi tecnici per le elezioni 2027. Non c’è poi nessun segnale in questo senso dalla famiglia Berlusconi: è più probabile che avvenga dopo le elezioni. Questo vuol dire che da qui a un anno Lotito resta così com’è: parliamo di tempi non brevi".
CESSIONE - "L’approvazione del Flaminio può essere una via verso una cessione o un ingresso di capitali nella Lazio? La logica sarebbe dire di sì, perché Lotito ha dimostrato che non ha la forza economica di mantenere una squadra di medio livello rispetto alla Serie A. Però abbiamo capito che qui non si può dare per scontato nemmeno l’ovvio, quindi può darsi che lui lo veda come un ulteriore consolidamento della sua posizione; non si risponde nemmeno più alle logiche più basilari".
"Non vedo la luce almeno per i prossimi due anni. Ad oggi non ha nessuna convenienza a vendere, perché il potere che ha con la Lazio non lo avrebbe con la Reggina né con le sue aziende. Per carattere Lotito non uscirebbe mai di scena con la percezione di sconfitto: deve essere fatta passare come una vittoria, con una grande fuoriuscita e lasciando la Lazio con una solidità economica".
