Mauri, parola di capitano: "Rimaniamo con i piedi per terra! La fascia a Cataldi? Un premio..."

Pubblicato il 13/03 ore 13:25
14.03.2015 07:10 di  Saverio Cucina   vedi letture
Fonte: Saverio Cucina - Lalaziosiamonoi.it
Mauri, parola di capitano: "Rimaniamo con i piedi per terra! La fascia a Cataldi? Un premio..."
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Gaetano

Archiviata la scorpacciata di gol contro la Fiorentina, gli uomini di Pioli frenano gli entusiasmi in vista della complicata trasferta di Torino. Al termine della seduta odierna di allenamento, intanto, è intervenuto ai microfoni di Lazio Styel Radio 89.3 il capitano biancoceleste Stefano Mauri, ancora non al top della forma dopo gli acciacchi rimediati nelle ultime gare: “Ho ancora un’infrazione al mignolo del piede che mi dà fastidio. Ora sto lavorando bene ma durante la partita sento ancora qualcosa. È un momento particolare del campionato e nonostante il problema ho stretto i denti e sono sceso in campo. Nella nostra professione è molto importante l’autostima in virtù dei risultati che si ottengono. La squadra è consapevole della propria forza ma sappiamo che per raggiungere certi obiettivi occorre restare uniti, lavorare bene e mai accontentarsi perché non abbiamo ancora fatto niente. C’è ancora tanto da lavorare e da migliorarsi”.

Con questo modulo non date mai punti di riferimento…

“È importante ricoprire bene gli spazi sul campo, rimediare agli errori dei compagni perché poi loro rimedieranno ai tuoi. Siamo un gruppo compatto, ci aiutiamo l’uno con l’altro e così è più facile ottenere risultati importanti”.

Cosa dici a giovani come Keita e Felipe Anderson prima di entrare in campo?

“Stanno facendo molto bene. Per i giovani è più facile che si facciano prendere dall’entusiasmo. Noi più grandi stiamo più con i piedi per terra, non vogliamo tarpare le ali al loro entusiasmo, ma cerchiamo di fargli capire che la partita di lunedì contro i viola è finita e ora bisogna pensare alla prossima contro il Torino, che sarà ancora più importante”.

L’investitura a Cataldi di lunedì quanto è stata importante?

“Non è stata un’investitura ma un premio ad un ragazzo che si sta comportando molto bene. Volevamo fargli capire che è un giocatore importante come ce ne sono altri in questa squadra”.

Ti vedi più come direttore sportivo o come allenatore un giorno?

“Mi piacerebbe fare entrambi i lavori, si potrebbe inventare questo nuovo ruolo? (ride, ndr). In realtà ancora non ci sto pensando, mi vedo ancora molto bene come giocatore”.

Tu e Klose caratteri differenti ma la personalità è sempre la stessa…

“Dopo tanti anni un giocatore esperto capisce prima ciò che vuole un allenatore e cerca di mettersi a disposizione per gli altri, soprattutto per i più giovani. L’ho detto già in ritiro che questa è la Lazio più forte in cui abbia mai giocato”.

Quando ci farai rivedere quel gol strepitoso in rovesciata contro il Napoli?

“Speriamo presto. Ci ho riprovato recentemente ma il tiro era fuori lo specchio della porta. A me va bene anche fare gol alla 'Inzaghi'”.

Com’è nata la tua passione per il calcio?

“Giocavo ad Arcore vicino la mia città, poi mi hanno notato alcuni osservatori del Monza e sono rimasto per tutto il settore giovanile fino a 18 anni. Da lì ho fatto molta gavetta. Ho iniziato nei dilettanti come difensore centrale poi centrocampista, fino ad avanzare sempre di più, ma anche quando ero più arretrato facevo tanti gol”.

Una personalità che ti ha aiutato in questi anni per le vicende extra-calcistiche…

“Non è stato per niente facile, sono capitate tante cose in questi ultimi anni ma mi ha aiutato anche il carattere. Poi se hai la coscienza a posto diventa tutto più facile. Essere tirati sempre in mezzo anche dalla stampa, o da una certa stampa, non è bello ma poi ci fai anche l’abitudine”.

Ora il Torino…

“Speriamo di far bene perché è una tappa troppo importante per la nostra scalata. Una volta eravamo bravi a far giocare male le squadre, ora giochiamo bene noi per cui cercheremo di continuare su questa strada. Siamo consapevoli dei nostri mezzi, ma in una città come Roma è importante rimanere con i piedi per terra. I nostri obiettivi sono a portata di mano ma mancano ancora molte giornate. Questo entusiasmo che c’è in città è molto bello ma la strada è ancora lunga”.

SEGUICI SUI NOSTRI ACCOUNT UFFICIALI FACEBOOK E TWITTER!

Saverio Cucina
autore
Giornalista pubblicista, classe 1987. Dal 2013 collaboro con Lalaziosiamonoi. Mi occupo di sport, cultura e politica. Laureato in Informazione, Editoria e Giornalismo a Roma Tre, ho lavorato nello staff politico del Comune di Fiumicino (2018-2023). Per Typimedia ho pubblicato Laziali in 100 personaggi (+1) e Fiumicino, le 100 meraviglie (+1).