Prezzi Diesel e Benzina | Con l'accordo Trump - Putin cambia qualcosa?
Donald Trump riapre al diesel russo per frenare la pressione sui mercati energetici. L'intesa con Putin prevede consegne da ottobre, ma l'effetto sui prezzi rischia di essere assai più contenuto degli annunci. La crisi ha radici che un accordo diplomatico non può cancellare.
Il diesel russo e i numeri dell'accordo
Si parte da circa 2,25 milioni di barili a ottobre, poi 3,75 milioni a novembre e altri 7,5 milioni successivamente. La prima tranche equivale a circa 72mila barili al giorno, a fronte di una domanda mondiale di diesel e combustibili affini di 30 milioni quotidiani. Prima della guerra in Iran, Mosca ne esportava circa 800mila al giorno.
Le sanzioni non sono l'unico ostacolo
Gli attacchi alle raffinerie russe e la guerra in Medio Oriente hanno messo sotto pressione produzione e distribuzione. Togliere un divieto non significa recuperare subito impianti, capacità produttiva e rotte commerciali. È il limite di una misura contro il caro carburanti.
Il prezzo del gasolio riguarda tutti
Il diesel alimenta camion, navi e mezzi agricoli: il suo costo pesa anche sul trasporto delle merci e, indirettamente, sulla spesa delle famiglie. Servono forniture stabili, non solo annunci. L'intesa può attenuare le tensioni, ma apre anche un interrogativo politico: per inseguire un sollievo incerto sui prezzi, Washington finisce per offrire a Mosca unicamente nuovi sbocchi commerciali che non cambiano il quadro globale di sussistenza? Sarà tutto da verificare.
