WOMEN | Lazio, Pinzani: “Aperto nuovo ciclo, presto l’ultimo colpo e un rinnovo”
Terminato il percorso in Serie A Women’s Cup la Lazio Women si prepara al via del campionato previsto per fine settembre. Per fare il punto del momento è intervenuto ai microfoni dei canali ufficiali del club il direttore sportivo Raffaele Pinzani. Queste le sue parole: “È stata un’estate indubbiamente impegnativa. Dopo aver fatto due annate meravigliose partendo da neopromosse e togliendoci tante soddisfazioni abbiamo preso la decisione di cambiare e ripartire con un ciclo nuovo. Ringraziamo tutte le ragazze che sono state con noi e che per un motivo o per un altro hanno o abbiamo deciso di separarci. È stata un’estate impegnativa perché sono arrivate tante ragazze ma ho trovato modo di divertirmi”.
IL NUOVO CICLO - “Per far andare via ragazze importanti significa che due anni prima erano arrivate. Abbiamo fatto mercati importanti, con ragazze a parametro zero. Quest’estate invece la Lazio ha anche monetizzato alcune situazioni. Alcuni profili abbiamo deciso noi di non tenerli, altre avevano piacere di fare esperienze diverse. Non c’è niente di anomalo, ma quando si decide di rifondare un gruppo serve tempo e penso lo scetticismo fosse dovuto a questo. Ci sono calciatrici andate alla Roma, all’Inter, alla Juve. Significa che avevamo fatto un lavoro importante”.
IL CALCIO FEMMINILE - “Mi sono reso conto strada facendo, venendo dal calcio maschile, come nel calcio femminile - che è bello, competitivo e sempre più qualitativo - non ci siano ricavi. Abbiamo potuto fare quanto fatto grazie al presidente Lotito, al supporto costante di Angelo Fabiani che per me è un riferimento e un amico. È stato fatto un cambiamento totale perché abbiamo intenzione di riaprire un ciclo triennale e alla fine di queso triennio se saremo bravi la Lazio rilotterà nuovamente per le alte posizioni come fatto nel finale della scorsa stagione. La Lazio non deve vincere ma costruire e quando lo fa può anche vincere. Abbiamo tante calciatrici di proprietà, con appena due prestiti (uno con diritto di riscatto e controriscatto, uno secco). La prossima settimana rinnoverà una delle ragazze che sono il simbolo della Lazio, siamo sulla strada giusta”.
LA WOMEN’S CUP - “Un ciclo è finito, queste ragazze avevano dato il massimo di quanto potevano secondo noi. Siamo ripartiti, abbiamo ringiovanito la rosa. La Women’s Cup doveva essere propedeutica per il campionato, ci tenevamo comunque ma ora non ci fasciamo la testa dopo prestazioni importanti e una splendida ora a Milano. Momenti difficili arriveranno, c’è solo un neo negativo che mi provoca dolore: l’infortunio di Fordos, aspettiamo l’ultimo consulto a minuti ma la risonanza magnetica purtroppo non lascia ben sperare”.
LA GARA CON L’INTER - “A me rimane negli occhi soprattutto il primo tempo con l’Inter. Quella era una partita che aveva un tasso di difficoltà altissimo e abbiamo avuto due occasioni prima di un gol da cineteca di Monnecchi. Ci hanno anche annullato un gol forse in fuorigioco, ma significa che la Lazio aveva prodotto molto. Poi prendi un rigore a fine primo tempo per un cross da mezzo metro… sono rigori che non darei mai, senza alcuna volontà di critica. Ma è chiaro che sarebbe stato diverso andare a riposo sull’1-0”.
LA NUOVA LAZIO - “Abbiamo costruito la squadra pensando a un mix: abbiamo ringiovanito facendo qualche scommessa, Zannini viene dal Cesena e ha dimostrato di poter fare la Serie A abbondantemente. Si è legata a noi per tre anni, potrebbe anche ripercorrere le orme di D’Auria che veniva dalla B. Ma ci sono anche Roddar, Portales, è rimasta Connolly, sono rimaste le nostre bandiere e sono venute calciatrici importanti. Visentin, Castiello, Goldoni e Connolly sono la colonna portante storica. Connolly è arrivata con me, calciatrice di altissimo livello e ragazza splendida. Dà la sensazione di essersi fusa con l’ambiente Lazio, sente la Lazio proprio sua”.
SUL MERCATO - “Ci vuole pazienza nel fare mercato: che sia maschile o femminile ha caratteristiche simili con momenti di pausa, in cui in una settimana chiudi tre profili e poi per venti giorni non fai niente. Ci vogliono nervi saldi e pazienza, quest’anno ne è servita tanta: ne sono rimaste otto dello scorso anno, dieci con Gregori e Mancini che sono con la prima squadra ma fanno parte della Primavera. Ne sono arrivate 13, la quattordicesima arriverà a giorni perché è un’operazione chiusa da un paio di settimane e chiuderà il mercato (aperto fino al 21 settembre). Ci sono momenti di stallo e altri di esaltazione, come quando un allenatore indovina la formazione”.
IL MERCATO - “Nel calcio femminile il ruolo più difficile è la punta: chi ce l’ha bravo fa fatica a privarsene, noi che avevamo bisogno di trovare un profilo e fortunatamente ne abbiamo trovati due, abbiamo dovuto aspettare, ricevendo anche qualche no come è normale che sia. Ma sono soddisfatto di chi già c’era, così come delle operazioni. Poi ci siamo ritrovati in difficoltà con i portieri ma abbiamo fatto delle scelte radicalmente opposte a quelle dello scorso anno, speriamo ci diano la giusta soddisfazione”.
GRASSADONIA - “Lo vedo particolarmente carico, entusiasta e contento. È una squadra giovane, che si è affidata completamente a lui. Quando un allenatore percepisce che la squadra pende dalle sue labra si galvanizza, lavora con più forza ancora. Non che non lo avesse fatto finora, ha fatto un lavoro straordinario da allenatore preparatissimo qual è e ragazzo straordinario. Siamo entrambi fuori da casa, stiamo spesso insieme e ci parliamo e ci confrontiamo. Facciamo anche qualche bischerata, basta che non si parli di musica perché lui è un disastro”.
IL CAMPIONATO - “Livello come sempre importante, l’Inter è forte e con una rosa estremamente profonda fatta di trenta calciatrici. Poi le solite che sicuramente faranno un campionato di vertice”.
SCIABICA - “Ieri ha giocato titolare con l’Italia U20 facendo molto bene. Ha grandi qualità, non ha ancora un ruolo ben definito vista anche l’età ma per noi può fare tutti i ruoli di centrocampo, ha qualità, forza fisica e discreta personalità. Siamo contenti di averla, è arrivata con diritto di riscatto ma la Juve ha il controriscatto. Mi auguro possa diventare nostra, potremmo costruire su di lei il nostro futuro”.
IL VIVAIO - “Abbiamo ragazze che dallo scorso anno hanno dimostrato di poter reggere i carichi, stare dentro l’allenamento senza peggiorarlo. Noi ci puntiamo, su Mancini ho avuto tante richieste per andare a giocare ma almeno fino a gennaio la vogliamo tenere con noi per farla crescere ulteriormente poi vediamo, anche perché ha un programma a lungo termine con la Lazio”.
LE GIOVANI - “Spesso dipende dal ruolo: in alcuni ha margine per esordire. Noi abbiamo Livignani che lo scorso anno è stata con noi in prima squadra, quest’anno è andata ad Arezzo perché fa la Primavera 1 e può giocare con le maggiori primavere d’Italia. L’auspicio è che al ritorno possa essere pronta per stare in prima squadra. Mancini, invece, è rimasta con noi perché era un ruolo in cui eravamo abbastanza sguarniti prima del mercato”.
