Due anni dopo riecco Maresca: le storie tese con la Lazio e i silenzi stampa di Sarri

15.05.2026 13:45 di  Michele Cerrotta  Twitter:    vedi letture
Due anni dopo riecco Maresca: le storie tese con la Lazio e i silenzi stampa di Sarri
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Oltre due anni dopo l’ultima volta, Fabio Maresca tornerà a dirigere una gara della Lazio. E non lo farà in un match qualsiasi, ma nel derby della Capitale delle polemiche, quello spostato in ogni slot orario possibile prima della definitiva scelta delle ore 12:00 di domenica 17 maggio. Quella tra i biancocelesti e l’arbitro di Napoli è una storia complicata, fatta di errori e polemiche fino ad arrivare alla bufera di Lazio - Bologna del 18 febbraio 2024, quella che fino a domenica prossima rimarrà l’ultima gara arbitrata con i biancocelesti in campo.

Per raccontare lo scarso feeling tra la Lazio e Maresca basterebbe limitarsi a un dato, quello dei cartellini gialli sventolati in faccia ai calciatori biancocelesti, che raggiungono dati record. Furono sei gli ammoniti in casa Lazio nel successo esterno con l’Udinese del settembre 2018, così come sei furono anche le sanzioni nel ko interno con l’Atalanta di due anni più tardi. Maresca riuscì a far meglio nel maggio 2021, quando i gialli per la Lazio nella sconfitta a Firenze furono addirittura otto, di cui due ad Andreas Pereira che finì sotto la doccia cinque minuti oltre il novantesimo. Oltre ai cartellini, però, c’è di più.

La storia parte già dal terzo confronto, il successo interno col Crotone del gennaio 2017: pochi mesi prima dell’introduzione del Var viene annullato il gol del vantaggio a Lombardi per un fuorigioco inesistente, ma l’errore in quel caso fu dell’assistente e Maresca senza tecnologia non potè far altro che segnalare il fuorigioco. Sempre senza Var ma da incubo fu invece ad aprile dello stesso anno il Genoa - Lazio terminato 2-2 che vide Maresca negare addirittura un rigore per tempo ai biancocelesti, prima per un fallo da rosso di Burdisso su Parolo e poi per un contatto tra Laxalt e Keita.

Non mancano polemiche neanche con l’era Var, tra rigori generosi (Sassuolo, ottobre 2017), polemiche per fischi mancati (Udine, settembre 2018) e contatti dubbi in area (Inter, settembre 2019, e Cagliari, dicembre 2019). A volte è proprio la tecnologia a salvare Maresca, come a luglio 2020 a Lecce in una gara in cui in campo l'arbitro di Napoli sbaglia quasi ogni decisione cruciale. Altre volte il Var non può intervenire, come a settembre 2020 nella sconfitta con l’Atalanta viziata da un gol del vantaggio arrivato su fallo di Gosens su Marusic. Tutte situazioni che comunque si vedono regolarmente nel calcio italiano, alternate da gare dirette senza particolari affanni. 

La storia inizia a farsi davvero tesa a settembre 2023, quando Maresca dirige la sfida tra Juventus e Lazio. I bianconeri passano in vantaggio dopo dieci minuti con Vlahovic, ma le polemiche sono pesanti da parte della Lazio: è un contatto dubbio tra Bremer e Immobile a dare il via all’azione, ma soprattutto nello sviluppo della stessa McKennie sembra trascinarsi il pallone fuori dal campo. Le immagini Var non chiariscono del tutto l’accaduto, una Lazio già furiosa per altre situazioni pregresse sceglie la via del silenzio stampa. L’intermezzo con l'Inter di dicembre dello stesso anno si fa ricordare soltanto per l’espulsione fiscale per un vaffa di troppo a ridosso del novantesimo di Lazzari dopo un fallo subito e non fischiato da Maresca. Che poi supera se stesso in quella che ancora oggi è l’ultima gara diretta con la Lazio.

È il 18 febbraio 2024, i biancocelesti ospitano in casa il Bologna in una gara subito in salita per Maresca. Dopo tre minuti El Azzouzi entra col piede a martello su Patric, costretto a lasciare il campo: il giocatore degli emiliani non viene neanche ammonito (un giallo arriverà poi al 46’). Come del resto Posch poco dopo per una trattenuta su Felipe Anderson e, soprattutto, Fabbian. Già ammonito al 25’, il centrocampista oggi alla Fiorentina si esibisce nel più classico degli step on foot su Immobile al 34’. Sarebbe stato il secondo giallo, con la Lazio che oltre al vantaggio per 1-0 firmato Isaksen si sarebbe trovata tra le mani anche la superiorità numerica. Pochi secondi dal mancato giallo e per un intervento simile, ma più lieve, viene invece ammonito Cataldi. Poco prima dell’intervallo fa discutere un contatto in area rossoblu tra Ferguson e Isaksen, ma lo scozzese finisce ancor più al centro delle polemiche quando si rende ancora protagonista nel secondo tempo di una gomitata sul fianco di Cataldi che Maresca non punisce. Il Bologna, che aveva pareggiato con El Azzouzi al 39’, vince la gara con Zirkzee al 78’. Oltre al danno, però, nel post gara arriva la beffa.

All’Olimpico la Lazio è infatti furiosa, Fabiani non presente in distinta entra in campo e viene inibito fino al 30 marzoper avere, al termine del primo tempo, entrando sul terreno di giuoco, contestato l’operato arbitrale assumendo un atteggiamento minaccioso e intimidatorio; al rientro negli spogliatoi reiterava tale comportamento spingendo, inoltre, leggermente il Direttore di gara all’altezza della spalla”, oltre a un turno di squalifica per Bianchiper avere, al termine del primo tempo, nella zona antistante gli spogliatoi, contestato con veemenza l’operato arbitrale”. La Lazio ordina nuovamente il silenzio stampa come a settembre 2023 e prepara una clip video di poco più di due minuti con tutti gli eventi contestati, mentre Maresca pare ammettere nei colloqui post-partita l’errore sul mancato secondo giallo a Fabbian

Nonostante ciò, Maresca non viene fermato o almeno non del tutto: nel turno successivo arbitra infatti in Arabia Saudita una gara dell’Al Hilal di Milinkovic, ma da quel momento non dirige più la Lazio nelle 22 successive presenze in Serie A. Ad agosto 2025, però, in un’intervista al Messaggero lo stesso Maresca ripercorrendo la sua carriera dopo un intervento chirurgico svelava:  “Torno in autunno. Ho avuto la fortuna di esserci in quasi tutti i big match e al derby d'Italia. Mi manca solo quello di Roma”. Alla prima occasione utile, è stato accontentato. Sperando che non sia un altro capitolo da aggiungere alla lunga lista di gara segnate da polemiche e silenzi stampa. 

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Michele Cerrotta
autore
Michele Cerrotta
Romano, classe 1994. Già da bambino sognavo di essere un giornalista, dal 2021 ho fatto della mia passione un lavoro. Dove è la Lazio ci sono anch’io.