Da Di Canio a Romagnoli: quando tifare Lazio diventa ingombrante
RASSEGNA STAMPA - Una Lazio non a misura di laziali. Un paradosso che diventa realtà riavvolgendo il nastro degli ultimi 22 anni a Formello, componendosi un tassello dopo l’altro fino ad arrivare al recente addio di Alessio Romagnoli.
Il primo della lista fu Paolo Di Canio, come ricorda oggi il Messaggero, seguito poi da Fabio Firmani e Lorenzo De Silvestri, storie d’amore finite male almeno per quanto riguarda il rapporto professionale. Ne sa qualcosa anche Cataldi, spedito a Firenze dopo l’addio di Tudor.
L’elenco è lungo e coinvolge anche Luca Pellegrini ma, soprattutto, Alessio Romagnoli. «Avrei voluto chiudere qui la carriera, ma con Lotito non c'è stata alcuna trattativa per il rinnovo» ha spiegato il difensore prima di partire per il Qatar. Una Lazio non a misura di laziali, appunto. Sperando di non dover aggiungere prima o dopo all’elenco anche Davide Frattesi.
