Lazio, Frattesi: “Finalmente a casa!". Poi sulla sua fede...
FORMELLO - Una delle quattro conferenza di oggi a Formello. Alle 13, tra i nuovi acquisti, parlerà anche Davide Frattesi: segui la diretta scritta delle sue parole su Lalaziosiamonoi.it.
Introduce il ds Fabiani:
Ma come hai fatto a venire alla Lazio? È la domanda che volevo fare io a Frattesi. A parte gli scherzi, gli lascio subito la parola.
Risposta Frattesi:
In realtà stavo in barca, poi ho sentito il mister e ci sono state le questioni burocratiche da risolvere. È stata comunque una cosa abbastanza veloce.
Iniziano le domande per Frattesi:
Cosa ti ha convinto stavolta a venire? E poi chiariamo: sei laziale da sempre?
Sto qua (ride, ndr), purtroppo non me li controllava nessuno prima. Ho iniziato da raccattapalle sotto la Sud però, ero vicino a Scamacca il 26 maggio. L'ho preso in giro. Mio padre è laziale, mi portava allo stadio. Sono stato diverse volte allo stadio. Col mister c'è stato un rapporto iniziato tempo fa in Nazionale, poi si sono create delle dinamiche e non ci ho pensato tanto, avevo bisogno di un progetto così. Sono sicuro della scelta, sono arrivato con tanto entusiasmo e aspettative. Arrivato ho trovato un gruppo importante, un centro sportivo dove si può lavorare bene.
Quanto ti può dare la Lazio?
Tanto perché è una società importnate, bisogna ambire al massimo. Personalmente dopo l'ultimo anno difficile per me, credo sia il posto giusto per rilanciarmi e cercare di alzare un po' l'asticella e puntare traguardi importanti qui.
La tua sembra la favola dell'estate: si può tornare anche alla Lazio...
L'ultimo anno sono stato male anche di testa. Me lo diceva la mia ragazza, i soldi non sono fondamentali, le cose importanti sono altre. Certo uno non guadagna 2 euro all'ora. Tutto quello che ho in banca per rivedere mia nonna per 5 minuti.
Cosa non ha funzionato con l'Inter?
Di base ci sono calciatori forti a centrocampo, ad armi pari non è facilissimo. L'anno scorso venivo da un'operazione per ernia, la testa andava e le gambe no. Per rientrare prima mi sono stirato sull'adduttore, ho iniziato ad allenarmi bene a novembre e dicembre. Lì è tardi vista la concorrenza serrata. Difficile iniziare a dicembre, più che a inizio stagione. Penso di aver fatto infatti solo 3 gol in Coppa Italia.
Quale gol festeggeresti in un modo particolare?
Per l'obiettivo è ancora presto, siamo ancora ad agosto, se ne parlerà più avanti. Io ne posso studiare pure una, poi magari segno al 90' e mi si chiude la "tenda"... Intanto speriamo di segnare.
Obiettivo personale?
Cercare di arrivare il più in alto possibile, il personale non è tanto importante, se si arriva 15esimi cambia poco il mio score. Vorrei arrivare più in alto possiible in classifica.
Sulla mentalità da portare qui? Quale cambiamento vorresti portare alla Lazio?
Come società ci penseranno loro, ho trovato un impianto molto bello, all'avanguardia. Addirittura c'è il dentista, cose che a Milano non c'erano. MA non voglio fare il Messia, mi sembrerebbe esagerato. Sono le piccole cose da modificare, poi una al giorno e si migliora. Due-tre stupidaggini possono aiutarti comunque nella crescita.
Cosa ti ha detto Gattuso per farti venire?
Ha detto che mi veniva a prendere (ride, ndr). Mi ha spiegato la situazione, io sono un po' uno che cerca le cose "impossibili". Mi ha parlato della situazione un po' ammosciata qui, da riprendere. Io l'ho conosciuto pure come persona, a uno come il mister se c'è da dargli una mano bisogna farlo. Uno per cui si può andare in guerra.
Ti senti già un leader? Partenza Romagnoli?
Per Alessio parla la carriera. Per tanti ragazzi era un punto di riferimento, qua c'è un bel gruppo di italiani, ma uno in carriera deve fare delle scelte. Comprensibile, lo salutiamo e gli facciamo in un bocca al lupo. Io vorrei essere un riferimento per i giovani più che altro, in poche settimane non si può diventare leader. C'è un capitano, il leader è lui.
Come hai vissuto l'entusiasmo legato al tuo nome dei tifosi? Te l'aspettavi?
Forse un po' meno, ma magari hanno pensato alla bellezza del viaggio. Qualche amico mi ha massacrato, credo sia stata una bella cosa. Ho bisogno di risentirmi importante, a Bologna ero a pezzi con una sola settimana di allenamenti. L'entusiasmo non va spento, per me è fondamentale per giocare bene a calcio.
Sei tornato già a casa a Fidene? Cosa diresti a un adolescente di adesso?
Sono stato ieri, mi sono mangiato un chilo di pizza (ride, ndr). Da piccolo ero già focalizzato e concentrato, poi ci vuole impegno e sacrificio. Uno si deve spendere bene, poi può andare bene o male, ma se si entra in questo gioco maledetto ti togli soddisfazioni incredibili per te e per la tua famiglia.
Da romano cosa puoi portare?
Mi prendono tutti in giro, dopo le ultime dichiarazioni mi mettono tutti il pane nei piatti. Proverà a portare un po' di cattiveria e sana ignoranza.
Anche i compagni ti hanno chiamato? Pensavi di tornare già in principio?
Di tornare a casa sì, di farlo così presto forse no. Ripeto, da quando è morta nonna sentivo il bisogno di tornare a casa. Dei soldi non ci faccio nulla, voglio stare di più con la famiglia e gli amici. Anche se è difficile, voglio godermi la vita un po' di più, sono andato via a 16 anni, tante cose le ho perse. Se si può recuperare un po' ben venga.
Quanto ti manca vedere i tifosi? Ora a centrocampo è già emergenza...
A Milano sento di aver lasciato qualcosa di bello anche con i tifosi. Per esempio, una volta Thuram mi disse all'Olimpico: "Ma qua è sempre così?". Gli ho detto di sì, che è qualcosa di incredibile. Per il resto è ancora presto, per noi e per gli avversari. Vedremo più avanti come andrà. Dobbiamo rimanere concentrati.
La Lazio può tornare in Europa? Hai parlato dei tuoi obiettivi, non se questo può diventarlo per la squadra.
È un po' presto, servono banchi di prova più difficlli. Non perché Genoa e Bologna siano inferiori, ma perché è agosto e nessuna squadra è al 100%. Vedremo più avanti, crescerenno gli avversari, cresceremo anche noi. Spero che la nostra condizione sarà meglio delle squadre che affronteremo (ride, ndr).
