Italia, Buffon: "Il gruppo è forte. I playoff? C'è pressione, ma con Gattuso..."
RASSEGNA STAMPA - Lunga intervista ai taccuini de La Stampa per l'ex portiere Gianluigi Buffon, ora capo delegazione della Nazionale italiana che ha parlato dei prossimi playoff per il Mondiale e del percorso degli azzurri. Di seguito le sue parole.
"Io sono uno che ha sempre fatto di necessità virtù. Da uomo, calciatore e ora dirigente non ho mai pensato a crearmi alibi. Abbiamo fatto delle proposte, purtroppo non sono andate in porto e stop: il motivo per il quale ci stiamo dannando l’anima è talmente grande, elevato, forte e bello... Non ci aspettavamo aiuti e quindi il nostro unico focus è cercare di arrivare a quelle due sfide nel miglior modo possibile, dando un’idea di collettivo e di altruismo che sia fuori dal comune".
"La cena con i giocatori? Vogliamo mantenere il gruppo e Rino non trascura niente perché ci crede tantissimo. I ragazzi ci hanno trasmesso energie positive: sono ancora sognatori e hanno l’entusiasmo giusto. C’è la massima disponibilità: Chiesa, per esempio, doveva lavorare al mattino presto a Liverpool e si è fatto 4 ore di auto per stare un’ora con noi. Il mister è stato veramente eccezionale. Nessuno come lui, che ogni settimana sente tutti i giocatori, conosce i tasti e le modalità per far sì che non si disperda l’energia positiva. Noi siamo convinti che stia dando e darà ancora tanto".
"Preoccupazioni per il playoff? Che la squadra mantenga questa condizione psicofisica... Ma dei segnali li abbiamo già avuti: quello più forte arriva dagli interisti, visto come era finita la stagione. Poteva andare meglio il sorteggio della seconda sfida: giocare in casa ti agevola. Però dobbiamo pensare alla prima partita di Bergamo e credo che se riusciamo a dare un’idea di noi forte, poi tutto il resto avverrà automaticamente".
"I tifosi? È una forza che sappiamo di avere. Sentiamo e tocchiamo con mano la trepidazione, l’affetto e la vicinanza dei tifosi. Questo, però, non nasce dal nulla: è un sentimento istintivo, qualcosa di animalesco, e la gente si sente rappresentata da questi ragazzi e da questo allenatore. Si sente partecipe e questa è la cosa più bella".
"La pressione? Questi ragazzi hanno già un’esperienza che li aiuterà. C’è gente che ha vinto un Europeo, ha vissuto l’esclusione dal Mondiale per uno spareggio o ha giocato finali delle coppe europee. Bisogna avere il pensiero positivo di potersi giocare l’accesso a un Mondiale che in questo momento storico è l’obiettivo numero uno: non per l’Italia calcistica, per la nazione intera. La scelta di Gattuso? Io non credo agli uomini soli al comando e in tutte le scelte, soprattutto se c’è un gruppo con il quale si collabora, ci deve essere quello che si doveva fare".
"Il crollo del nostro calcio? Non abbiamo avuto continuità e ci sono tante motivazioni. La prima è che noi siamo sempre stati una nazione molto dotata tatticamente, però la globalizzazione ha annullato quel vantaggio. E poi dal punto di vista tecnico, qualcosa in più dobbiamo fare per ricreare o avere ancora la speranza di ritrovare un Baggio, un Del Piero, un Totti e un Pirlo. Le pressioni che abbiamo noi nei club probabilmente non ce le ha nessun’altra nazione. Si fanno scelte conservative, con poca audacia nell’osare dando spazio ai giovani".
