Lazio, ecco Cataldi: lo specialista delle punizioni, ma la prima volta beffò i biancocelesti...

Danilo Cataldi fece il suo primo gol in Serie A su calcio di punizione proprio contro la Lazio: vestiva la maglia del Benevento e quel match finì 6-2.
25.02.2020 08:00 di Elena Bravetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lazio, ecco Cataldi: lo specialista delle punizioni, ma la prima volta beffò i biancocelesti...

In casa Lazio, tifosi e staff si godono il tiro di gran pregio di Danilo Cataldi su calcio di punizione. Così ha beffato la porta difesa da Perin soltanto qualche giorno fa, consegnando alla squadra di Inzaghi tre punti fondamentali che hanno confermato il secondo posto in classifica. Dando un’occhiata alle sue prodezze passate, torna alla mente sicuramente quella in finale di Supercoppa Italiana o, ancor più indietro nel tempo, il gol siglato quando ancora vestiva la maglia della Lazio Primavera e la squadra era impegnata nella finale Scudetto contro l’Atalanta. Nella ripresa arrivò anche la doppietta, il centrocampista classe ’94 ottenne il premio ‘Piermario Morosini’, in quanto migliore delle Final Eight. In panchina Alberto Bollini, tecnico del tricolore dei baby biancocelesti. Già da piccolo, insomma, il giovane coltivava questa dote, come spiega Marco Valeri, suo allenatore dal 2004 al 2009: "Specialista? Lo è sempre stato, batteva qualsiasi cosa anche da piccolo. Traiettorie veramente insidiose. Paragoni? Si è ispirato a Pirlo e Pjanic".

BENEVENTO - La Lazio, però, non ha solo esultato per le magie di Cataldi, ma ha anche pagato il suo talento. Come riportato nella rassegna stampa di Radiosei, infatti, il primo gol in Serie A che il romano siglò da calcio di punizione fu proprio quello contro i biancocelesti, nei mesi in cui vestiva la maglia del Benevento. Era il 31 marzo del 2018, il match finì 6-2 ma la scena, in casa giallorossa, se la prese Danilo, andato via da Roma per crescere e fare esperienza. Nulla potè la mini-barriera formata da Immobile e Felipe Anderson, così come Thomas Strakosha. La palla si infilò sotto l’incrocio. A quella rete, del momentaneo 1-1, Cataldi non esultò in segno di rispetto. Adesso, con l’aquila sul petto, può far esplodere la gioia nel popolo laziale: ogni gol vale doppio.

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