Lazio, Lotito: "Per i giocatori sono un confidente, oltre che un padre. Scudetto? Non penso ai sogni"

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha rilasciato un'intervista riportata dalla rassegna di Radiosei. Ecco le sue parole su Scudetto e famiglia.
18.02.2020 08:30 di Francesco Mattogno Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Lazio, Lotito: "Per i giocatori sono un confidente, oltre che un padre. Scudetto? Non penso ai sogni"

E alla fine 'Ferrari' fu. Una “dichiarazione a effetto”, così l'ha definita il suo genitore, Claudio Lotito, le cui parole sono riportate dalla rassegna stampa di Radiosei. Il patron biancoceleste è contento più che mai che ancora oggi ci si ricordi di tale definizione. Perché la sua Lazio sfreccia, tra le vette più ripide della Serie A. Merito dei calciatori - “Dei professionisti, gente di famiglia, che hanno rispetto chi li ha rispettati. Dopo l'Inter sono entrato nello spogliatoio e mi urlavano: ' Hai visto presidente, abbiamo fatto quello che hai detto!'” - e dei suoi fidati collaboratori. Inzaghi e Tare su tutti. Rispettivamente uno dei migliori allenatori e uno dei migliori ds del panorama internazionale: “Ho sempre saputo scegliere bene le persone di cui fidarmi” - dice Lotito - “Simone ha capito tante cose ed è molto migliorato in questi anni insieme”.

LA FAMIGLIA - Soprattutto sulla gestione della rosa. I calciatori alla Lazio si sentono tutelati. Sanno di non essere degli oggetti: se non stanno bene, non giocano. Il presidente li ascolta, accoglie i loro suggerimenti. Nella rivoluzione del centro sportivo di Formello c'è anche la loro mano. Sono parte di una famiglia, concetto ribadito dallo stesso Milinkovic e accolto con felicità dal patron della Lazio. Molti giocatori si frequentano anche fuori dal campo, mi chiamano per raccontarmi gli scherzi che si fanno. Solo un loro confidente, oltre che pater familias. E la cosa più sorprendente, per Lotito, è vedere come la squadra sia in competizione solo con gli avversari e non con i compagni. Quindi si può sognare lo Scudetto?: “In momenti come questi serve il mio realismo per tenere i piedi ancorati a terra. Io penso alle cose concrete, non ai sogni”. Come allo Stadio Olimpico, finalmente strapieno. Ripopolato dall'amore della gente laziale per questa scintillante Ferrari.

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