Superlega, Lotito: "Campionati nazionali sovrani, no a decisioni calate dall'alto"

Pubblicato il 7/05 alle ore 18.40
08.05.2019 07:22 di Laura Castellani Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Superlega, Lotito: "Campionati nazionali sovrani, no a decisioni calate dall'alto"

Presente questa mattina all'incontro delle Leghe Europee a Madrid, Claudio Lotito è intervenuto puntando l'attenzione sulla "sovranità dei campionati nazionali e sul valore sociale che ha il calcio". Il presidente della Lazio, dopo De Laurentiis e Cairo, si è apertamente espresso contro il progetto della Superlega: "È finito il tempo dei servi della gleba: qui non c’è un problema di contrapposizione sul piano personale ma su quello che deve essere il futuro e la regia del calcio europeo. Il calcio non è solo business, ma devono essere salvaguardate tutte le componenti che concorrono ad alimentare questo sistema, composto non solo dalle società e dai tifosi, che rinunciano a un paio di scarpe per andare a vedere la loro squadra del cuore. Bisogna costituire una cabina di regia tra club e Leghe per dialogare con la Uefa, perché le decisioni non possono essere calate dall’alto, ma vanno condivise con tutti gli attori".

'I VOTI NON SI PESANO' - Lotito auspica a una reale rappresentanza in seno agli organi collegiali, che ponga tutte le società sullo stesso piano. Questione di "pari dignità", sottolinea il presidente laziale: "C’è un problema di rappresentanza. Le Leghe sono gli unici organi deputati a programmare e riformare il sistema calcio, gli unici organi dove sono rappresentati tutte le componenti del calcio, con grandi, medie e piccole, e non l’Eca. Oggi è finito il tempo dei servi della gleba, dei vassalli e dei valvassori. Esiste pari dignità, i voti non si pesano e chi partecipa al tavolo deve avere la rappresentanza vera delle società. Non possono essere 20 società a decidere il futuro di tutti. La solidarietà non può essere utilizzata sic et simpliciter ma come crescita del sistema. Deve essere creata una cabina di regia tra le leghe dove il rappresentante non sia solo istituzionale, ma delegata direttamente dai club". Queste sono state le sue parole, applaudite dai 339 delegati continentali, come riporta l'Ansa.

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito è intervenuto ieri a Madrid durante l'Assemblea delle Leghe Europee, questo il suo intervento pubblicato sul portale ufficiale della società biancoceleste.

DUE FILOSOFIE - “Qui si contrappongono due filosofie: una dettata esclusivamente dal business ed una che invece inquadra il calcio nella sua totalità, ovvero nella rappresentanza dei territori e nella responsabilità sociale che questo sport assume. Dobbiamo contrapporre gli interessi economici ai messaggi chiari che vanno rivolti a molte persone, in particolare ai giovani. Il calcio comporta tutta una serie di componenti che devono essere parte attiva di quella che sarà la strategia del calcio internazionale, perché altrimenti si corre il rischio di arrecare soltanto danni ad una serie di componenti, su tutti i tifosi. Noi non dobbiamo togliere l’aspetto sentimentale di questo sport, anche se alcuni territori non hanno rappresentanza in questo sport. La Lazio ha vinto diverse competizioni e trofei ed io cerco di trasmettere determinati atteggiamenti. I calciatori non debbono essere legati solo ad una logica tipica mercenaria legata ai ricavi. Il calcio ha responsabilità fondamentali. Qui finora ho sentito parlare solo di numeri”.

RAPPRESENTANZA  - “La rappresentanza è un principio fondante. Le Società sono parte attiva del sistema, investono denaro, organizzazione e passione e hanno il diritto di decidere cosa accadrà nel calcio nei prossimi vent’anni; non possono subire delle decisioni che vengono assunte all’interno di un sistema in cui ci sono solo una ventina di persone a decidere il futuro economico del calcio. Prima, però, bisogna salvaguardare il sistema, perché noi facciamo parte di un contesto globale che deve essere messo nelle condizioni di essere autosufficiente, autoconsistente e portatore di fattori fondamentali a livello sociale. Molte persone rinunciano all’acquisto di un paio di scarpe per sé o per i propri figli pur di assistere ad una partita di calcio ed a queste persone non possiamo togliere il sogno di vedere domani la propria squadra competere contro un avversario di primo livello, come accaduto spesso anche a me, arrivando a vincere contro squadre blasonate".

NON SOLO IL DENARO - “Il denaro non è il solo elemento per raggiungere determinati obiettivi; anche la capacità organizzativa e la possibilità di creare un coinvolgimento con i tifosi poi generano un successo. Dobbiamo, qui ed oggi, creare una cabina di regia in tutte le componenti in cui ogni squadra viene rappresentata da chi ha titolo, non in modo fittizio. Questa riunione è fondamentale per far capire a ciascuno di voi che è importante essere presenti nelle strutture: le decisioni debbono essere assunte in modo concertato, perché in caso contrario si andrebbe ad incidere non solo sulla strategia delle Società, ma anche su tanti altri aspetti. La solidarietà deve essere data in modo funzionale alla crescita del sistema per far sì che aumentino gli investimenti".

SCELTE STRATEGICHE - “Oggi noi dobbiamo necessariamente prendere coscienza del nostro ruolo e rivendicarlo ed utilizzarlo per proiettare il calcio nel futuro, nelle scelte strategiche e funzionali per far sì che si creino equilibri in cui tutte le componenti vengano esaudite nelle loro necessità. Il mio non è un problema personale, ma strategico. Dobbiamo partire dai campionati nazionali: è una follia pensare di poter togliere a quest’ultimi la possibilità di disputarsi il sabato o la domenica. Dobbiamo metterci attorno al tavolo con la UEFA con pari dignità, perché i voi si contano e non si pesano, così da stabilire il da farsi del calcio europeo per i prossimi vent’anni”.

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