Raul Moro, parla il papà: “Sognavamo questo momento. Sarri? Una benedizione"

03.11.2021 08:45 di Lalaziosiamonoi Redazione   vedi letture
Fonte: Martina Barnabei - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Raul Moro, parla il papà: “Sognavamo questo momento. Sarri? Una benedizione"

RASSEGNA STAMPA - Il duro lavoro paga, lo sa bene Raul Moro che pian piano è riuscito a ritagliarsi un piccolo spazio tra i grandi. Il suo impegno è ben visto da mister Sarri che gli sta dando fiducia impiegandolo in campo. Una grande opportunità e una bella soddisfazione per il ragazzo e per il papà che, come riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei, in un’intervista si dice orgoglioso. Queste le sue parole: “Sognavamo questo momento da tempo, è nato con il calcio nel sangue e da bambino portava sempre con se un pallone. Idoli? Prima Sergio Ramos poi Cristiano Ronaldo”

ESORDIO – “Impossibile spiegare cosa provi in certi momenti. Bisogna sentirlo. So quanti sacrifici abbiamo fatto. Quando si è trasferito in Italia è stata dura per noi, sapevamo che stava lottando per ciò che desiderava. Vedere la foto di quel giorno con lui, Ronaldo e Immobile è un qualcosa di eccezionale. Come padre non potrei chiedere di più”

LAZIO – Prima di arrivare nella Capitale l'attaccante ha giocato in diverse squadre spagnole per ultimo nel Barcellona. Nonostante la giovane età e il prestigio del club il ragazzo non ha avuto dubbi sulla sua scelta:“Ha trascorso solo un anno li perché è rimasto affascinato dal progetto Lazio. non ci ha pensato due volte ad accettare. Cosa ho pensato? Aveva una clausola molto alta e non pensavo che qualcuno l’avrebbe pagata davvero. La Lazio lo ha fatto ed è stato meraviglioso vedere la felicità di mio figlio. Penso che i risultati gli stiano dando ragione"

SARRI – “Con Inzaghi non ha trovato tanto spazio ma penso che l’esperienza il Primavera l’abbia aiutato a crescere come professionista e come uomo. Poi l’arrivo di Sarri è stata una benedizione. Non solo per il 4-3-3, il modulo in cui ha sempre giocato Raul ma anche perché è un allenatore di livello mondiale. Mi ha sempre affascinato, amavo veder giocare a pallone le sue squadre. E adesso, con mio figlio in campo, ancora più di prima”

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