FOCUS - Corre, lotta e segna per la Lazio: non ci sono più Parolo. E il Sassuolo gli dà un record...

pubblicato il 12-11-2018 alle 18.00
13.11.2018 07:15 di Alessandro Menghi Twitter:    Vedi letture
Fonte: Alessandro Menghi - Lalaziosiamonoi.it
FOCUS - Corre, lotta e segna per la Lazio: non ci sono più Parolo. E il Sassuolo gli dà un record...

Corre, lotta e segna. Scatta, salta e corre. Poi segna, lotta e contrasta. E che corre e segna l’abbiamo già detto? Ecco cos’è Marco Parolo, a 33 anni quasi 34 (li compirà il 25 gennaio) ha ancora l’energia di un ragazzino e l’entusiasmo di chi ha appena cominciato. Del leader invece mantiene la personalità, il senso della posizione, il carisma. Per il centrocampo di Inzaghi è indispensabile, una costante alla quale difficilmente il mister rinuncia. Ma necessario Parolo lo è diventato da subito, dalla prima stagione in biancoceleste (2014-15). Dopo tutto come si può fare a meno di uno così completo? Non è raffinato tecnicamente, quello no, ma neppure scarso. Sa impostare da regista all’occasione, Conte in Nazionale lo mise lì contro la Germania nei quarti di finale dell’ultimo Europeo e fece una delle migliori partite con la maglia azzurra. La mezz’ala è il suo ruolo prediletto, in quella zona di campo ha il proprio marchio di fabbrica: l’inserimento in area. Da questo derivano i tanti gol messi a segno in carriera (68) e con la Lazio (33 in 176 presenze). Ma una cosa non gli era mai capitata: di segnare tre gol in otto giorni in tre partite diverse.

LAZIO, PAROLO RECORD - Spal, Marsiglia e Sassuolo, eccolo il personalissimo “triplete” di Parolo in poco più di una settimana, dal 4 novembre all’11. Contro i ferraresi ha stampato il pallone sulla rete con un collo destro imprendibile (tanto per ribadire che poi così scarso non è), per la gara con il Marsiglia ha deciso invece di salire in cielo e deviare di testa un campanile di Immobile aiutando la Lazio a centrare la qualificazione ai sedicesimi di Europa League. Ieri ci è andato di piatto su quella palla vagante in area - c’è sempre! - dopo la respinta del portiere. Così ha chiuso una settimana da record, mai vissuta prima. C’era stato il poker al Pescara fuori casa (era il 5 febbraio 2017, la Lazio vinse 6-2), anche quello un’emozione unica, ma tre gol nel giro di otto giorni in tre match differenti mai. E poi due centri di fila mancavano dall’aprile del 2016 (gol a Milan e Roma). È servito il Sassuolo per prendersi un altro primato, la squadra alla quale, insieme al Milan, ha segnato di più in carriera (5).

PAROLO, MA QUANTO CORRI? - Corre, lotta e segna, appunto. Per buttarsi in area alla caccia del gol bisogna correre e per contrastare in mezzo al campo… pure. Il tutto con intelligenza. Saper correre quindi, non farlo e basta. Parolo è quello che nella Lazio macina quasi sempre più chilometri di tutti, ha una media impressionante. La scorsa stagione è risultato il secondo miglior maratoneta della Serie A con 11.650 km di media, dietro solamente a Pulgar (12.128), e in questo campionato sta tenendo lo stesso passo: nelle gare con Napoli, Frosinone, Empoli, Genoa, Udinese, Parma e Spal si è imposto come top player per chilometri fatti. Va in apnea a volte, stringe i denti e caracolla, spesso è anche brutto a vedersi con quel suo fare un po’ scoordinato dovuto alla stanchezza, eppure non si ferma e mantiene la lucidità per conservare le distanze giuste a centrocampo. Giocare sempre o quasi sembra che non incida sulle sue prestazioni. Fino ad oggi, contando anche l’Europa League, ha accumulato 1285 minuti, più anche di Strakosha (1260) e Milinkovic (1161). É sul podio biancoceleste insieme ad Acerbi, primo con 1440’ (non è mai mancato), e Immobile, fermo a 1312’. Davvero senza Parolo.