Inedita e speciale

LAZIO SAMPDORIA FINALE DI COPPA ITALIA
10.05.2009 10:06 di Alessandro Pizzuti  articolo letto 1891 volte
© foto di Alessandro Pizzuti
Inedita e speciale

La grande classe di Goran Pandev, le magie di Antonio Cassano, le mirabili prodezze di Maurito Zarate  e i tanti gol di Pazzini e Tommaso Rocchi. Non c’è mai stato un Lazio-Sampdoria così affascinante. Sarà una finale inedita questa del 13 maggio 2009, finale unica allo Stadio Olimpico di Roma, come il primo Lazio Fiorentina del 24 settembre 1958 riproposta allora dopo 15 anni di interruzione. In quella partita terminata con una fiaccolata la Lazio vinse il suo primo trofeo con una rete di testa di Maurilio Prini che purtroppo ci ha lasciato lo scorso 29 aprile. Quattro trofei a testa per le due squadre partecipanti, una delle due raggiungerà nel palmares Inter, Milan e Torino. Roberto Mancini che ha il record di vittorie, finali disputate e presenze nella manifestazione (120) è l’anello di congiunzione tra i giocatori di Samp e Lazio, ma affascinante è anche la presenza in campo di Nicolò Frustalupi figlio dello sfortunato eroe dello scudetto del 1974, oggi vice allenatore blucerchiato. E’ la prima finale anche per i due allenatori Delio Rossi e Mazzarri. Tanti comunque i giocatori/allenatori comuni, soprattutto quelli della grande Lazio di Cragnotti (che vinse nel 2000, anno del suo centenario sportivo tutti i trofei italiani a sua disposizione) compreso Beppe Signori uno dei pochi a compiere il passaggio inverso. Signori lasciò proprio da capocannoniere il trofeo vinto nel 1997-98 passando alla Samp, senza disputare il doppio derby dei quarti di finale. In quel campionato la Lazio vinse 4 derby su 4 un record assoluto nelle stracittadine. Per i blucerchiati è il decennio tra la metà degli anni ottanta e gli anni novanta a portare tutti gli allori. In quel periodo d’oro la Samp del compianto presidente Mantovani (tifoso Laziale) arrivò sei volte alla finale vincendola quattro volte. L’ultima a vincere è stata la Lazio del recordman Mancini allenatore nel 2003-2004, ma il suo presidente-sorriso di allora l’Avv. Ugo Longo ci ha lasciato da pochi mesi, sarà quindi finale inedita anche per i presidenti attuali attenti ai bilanci e alla gestione, ma finora senza trofei. In palio poi non c’è solo la coppa, ma la partecipazione alla nuova Europa League e la SuperCoppa di agosto addirittura a Pechino. Sarà una serata di grandissimo pubblico, con la presenza istituzionale del presidente della repubblica italiana. Polverizzati ogni tipo di tagliandi venduti a Roma con file interminabili alle rivendite, ma con una massiccia presenza anche di tifosi in viaggio da Genova. Gli sportivi biancocelesti sono pronti a colorare tre quarti di stadio con le coreografie in cantiere della Curva Nord e del Sodalizio in Tevere, ma a tutti è richiesto un contributo: una bandiera e la maglia indosso e lo stesso faranno sicuramente i doriani. Le due tifoserie ricorderanno insieme chi ha perso la vita l’11 novembre del 2007 nell’autogrill di Badia al Pino, la sua famiglia attende che sia fatta giustizia ed i tifosi blucerchiati come tante altre curve d’Italia hanno espresso più volte la loro solidarietà al popolo Laziale.

Gabriele sempre con noi