WOMEN | Grassadonia: “Anno zero, cercavo nuovi stimoli. Lazio mia seconda famiglia”

29.07.2026 22:00 di  Michele Cerrotta  Twitter:    vedi letture
Fonte: Dal nostro inviato Michele Cerrotta - Lalaziosiamonoi.it
WOMEN | Grassadonia: “Anno zero, cercavo nuovi stimoli. Lazio mia seconda famiglia”

A margine del ritiro della Lazio Women a Celano l’allenatore biancoceleste Gianluca Grassadonia è intervenuto ai microfoni dei cronisti presenti. Queste le sue parole: “Abbiamo deciso di aprire un nuovo ciclo, ringraziamo tutte le ragazze che sono state con noi fino a questo momento perché hanno dato tanto alla Lazio, e penso che la Lazio abbia dato altrettanto a loro. Era giusto anche per ambizione loro personali di voler cambiare magari strategia, tante sono andate a fare la Champions League, quindi vuol dire che la Lazio in questi anni ha lavorato bene. Era giusto ripartire con nuovo entusiasmo, con grande determinazione, far crescere tante giovani che sono arrivate, abbiamo preso secondo me anche giocatrici che ci possono dare una mano per quanto riguarda l'esperienza e la maturità, quindi un bel mix”.

È un anno zero, chiaramente gli anni scorsi avevamo costruito anche su chi veniva da 2-3 anni con noi, l'anno scorso abbiamo aggiunto qualcosa di meno quindi abbiamo consolidato anche tanti principi, adesso si riparte veramente da zero. Ci sono tante giocatrici nuove, tante giovani, tante giocatrici che devono entrare in quelli che sono i nostri meccanismi, non sono semplici perché sono fatti di tanti principi. Dai feedback che ricevo, sono tante informazioni e sono un attimino in difficoltà anche perché oltre il dispendio fisico c'è anche quello mentale che magari supera anche quello fisico, quindi siamo contenti di quello che queste ragazze hanno fatto in questi dieci giorni. Non abbiamo chiaramente obiettivi già prefissati, lavoreremo giorno dopo giorno, il primo obiettivo è la salvezza, questo è chiaro perché non sarà semplice: tante squadre si sono rinforzate ma hanno lasciato l'ossatura principale dentro, noi invece dobbiamo ricostruire da zero, ripeto tante giocatrici giovani sono arrivate da un campionato anche diverso e quindi bisogna costruire. Noi partiamo con grandi determinazione, con grandissime ambizioni, con una mentalità che deve essere quella che ha contraddistinto la Lazio ma chiaramente sappiamo di essere un gradino sotto rispetto alle altre”.

Questo è il mio quarto anno, poi ci aggiungo anche qualche mese prima quando sono arrivato. Cercavo questo perché chiaramente poi c'è bisogno di nuovi stimoli, se la società non avesse deciso così penso che sarei andato via: anche per me è importante ritrovare nuovi stimoli e andare alla ricerca di nuove giocatrici, quindi era importante azzerare tutto quello che è stato fatto di buono ma ripartire da nuove situazioni, da nuovi rapporti. Ho sposato questo progetto, la società è stata brava come sempre a starci vicino perché si è parlato di me e Pinzani ma dietro c'è il presidente Lotito, Alberto Bianchi, il direttore Fabiani e si lavora da squadra: tutti eravamo concordi su ripartire così come siamo ripartiti e guardiamo avanti con grandissima fiducia”.

Il mercato l'abbiamo chiaramente scelto insieme, cercavamo certe caratteristiche. È chiaro che manca ancora qualcosa, sappiamo cosa e sappiamo che non dobbiamo prendere tanto per prendere quindi magari la squadra verrà finita da qui a un mese ma noi siamo sul pezzo, stiamo cercando di fare integrare il più possibile queste nuove giocatrici che vengono da altri campionati, da nuovi concetti. C'è quella sana rabbia di voler ripartire, di voler costruire, di voler far crescere tante giocatrici che sono arrivate qui sconosciute e sono arrivate alla Nazionale. Se penso all'ultima convocazione della Nazionale maggiore c'erano sei calciatrici della Lazio e Monnecchi ha lavorato nell'ultimo mese da punta centrale ed è stata convocata da attaccante. È l’esempio di quando parlo di principi e concetti: Monnecchi è una giocatrice che ha fatto il quinto, ha fatto la mezzala, ha fatto l'attaccante, ha lavorato con noi un anno intero con grande impegno, con grande dedizione e siamo stati particolarmente contenti di questo. Noemi Vissentin la stessa cosa, anche se ha masticato un po' amaro nell'ultimo anno, ha giocato un po' di meno ma alla fine è stata convocata anche lei. Loro sanno che c'è grande meritocrazia, che non c'è nessuna titolare, che devono conquistarsi tutto, poi è chiaro che qualcuno avrà bisogno di più tempo, qualcuno di meno tempo, però siamo veramente contenti di quello che sta nascendo”.

Non mi sono mai soffermato sul contratto, lascia il tempo che trova, la Lazio è la mia seconda famiglia e io mi ci trovo benissimo, sono sempre a disposizione della società. È chiaro che la società conosceva quello che io avrei voluto, mi ha assecondato, ha sposato con me questo nuovo progetto e quindi scadenza o non scadenza, lascia il tempo che trova. Si è parlato secondo me anche troppo della mia situazione: io sono ripartito una settimana dopo che è finito il campionato con le idee ben chiare, nel senso che la società aveva iniziato questo nuovo percorso e io sono sotto contratto, poi è chiaro che se avessimo avuto idee diverse, ripeto, magari sarei andato via perché cercavo nuovi stimoli. Lavorare in una stessa società per tanti anni magari non avendo lo stimolo giusto non mi appartiene, io devo sempre lavorare con grande intensità, con un grande desiderio, con un grande trasporto, poi i contratti lasciano il tempo che trovano”.

Se questa Lazio trova la stessa identità, la stessa mentalità degli anni scorsi, è importante. Adesso stiamo lavorando in maniera un po' più lenta per dare tempo a loro di capire certi principi su questo modulo su cui stiamo lavorando, ma noi l'anno scorso eravamo capaci di cambiare struttura in qualsiasi momento, abbiamo giocato spesso a quattro, abbiamo giocato spesso a tre, abbiamo giocato con due trequartisti e una punta, con tre attaccanti, con due attaccanti, questo perché nel corso di questi tre anni abbiamo lavorato quasi sempre con le stesse giocatrici aggiungendo man mano due o tre pezzi. Adesso, ed è uno stimolo importante, siamo ripartiti da zero e quindi c'è veramente grande entusiasmo per cercare di ricostruire. Questa è una sfida che tutti dobbiamo prendere nel verso giusto, con grande spirito, proprio perché è una sfida e ci teniamo a tirarci fuori quanto prima possibile dalle zone calde e poi magari chissà cosa potrebbe succedere”.

Michele Cerrotta
autore
Romano, classe 1994. Già da bambino sognavo di essere un giornalista, dal 2021 ho fatto della mia passione un lavoro. Dove è la Lazio ci sono anch’io.