Lazio, Bisignani: “Lotito come Don Chisciotte. Possibile che la politica non capisca?”

31.07.2026 11:45 di  Michele Cerrotta  Twitter:    vedi letture
Lazio, Bisignani: “Lotito come Don Chisciotte. Possibile che la politica non capisca?”
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

RASSEGNA STAMPA - Nuova lettera di Luigi Bisignani sulle colonne de Il Tempo. Al centro la situazione politica che coinvolge Lotito nella veste di presidente della Lazio. Queste le sue parole: “Caro Direttore, come Don Chisciotte e Sancho Panza, gli irresistibili personaggi di Cervantes, due senatori vagano per i corridoi di Palazzo Madama alla disperata ricerca di firme. Il primo, Claudio Lotito, eletto ma non più amato nel Molise e ora transfugo verso le Calabrie, alla ricerca di gloria con la Reggina e soprattutto di un nuovo collegio elettorale. L'altro, Dario Damiani, atteggiandosi una volta a irresistibile Cary Grant del Senato, muove i primi passi con I'MSI, poi convintamente in Alleanza Nazionale, infine infedele scudiero di Licia Ronzulli, la zarina dei bei tempi del Cavaliere di tutti i Cavalieri, per finire tra gli aquilotti più pulcino che aquila”.

Come Don Chisciotte della Mancia scambiava i mulini a vento per pericolosi giganti così il nostro duplex Presidente/Senatore sembra vedere oscure minacce perfino nell'azionariato popolare, trasformando una delle più democratiche forme di partecipazione dei tifosi alla vita del proprio club in un nemico da abbattere. E cosa facevano i due, passeggiando per il Senato? Raccoglievano, con ostinazione, firme contro l'azionariato popolare per bloccare il disegno di legge, nato da un'iniziativa della Lega, approvato alla Camera nel 2024 e dalla Commissione Cultura del Senato, il cui esame in Aula è stato rinviato sine die su richiesta, non c'è bisogno di dirlo, proprio di Forza Italia. Forse i due non sanno che non si tratta di un'invenzione bizzarra, ma di un serio metodo, tramite l’acquisto coordinato di azioni - da parte dei supporter - per partecipare alle assemblee, vigilare sulla gestione e rafforzare trasparenza e rappresentanza”. 

In Europa i modelli di partecipazione dei sostenitori di una squadra sono una realtà consolidata: in Germania la regola del ‘50+1’ garantisce ai soci il controllo delle società; in Spagna, club storici come Real Madrid e Barcellona appartengono ai loro socios; nel Regno Unito i ‘Supporters Trust’ sono interlocutori riconosciuti nella governance dei club. Insomma, ciò che altrove rappresenta un valore democratico, da noi qualcuno vorrebbe trasformarlo in un pericolo pubblico Ma i big di Forza Italia - Tajani, Craxi, Barelli, Mulé, Gasparri e, per amor di patria, mettiamoci anche Costa - non capiscono che, con iniziative di questo genere, il partito rischia di mettersi contro non solo i tifosi della Lazio ma, almeno teoricamente, anche quelli delle altre squadre?”.

Una battaglia che rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol. La scenetta più curiosa è quando Don Chisciotte, alias Lotito, scorgeva qualcuno che non gli garbava; con l'aria del cavaliere errante tirava dritto ed esortava il suo devoto Sancho Damiani a evitare l'assalto, risparmiandosi il rischio di un cortese ma sonoro rifiuto. Ma i big di Forza Italia, compreso Occhiuto, che permettono ciò, si rendono conto del danno politico che stanno provocando al partito? E Marina, la regina non solo di Arcore, ne è stata messa al corrente? Lei che si è subito disfatta del Monza, l'ultimo amore del papà. Solo Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, sembra aver colto la gravità della situazione, quando afferma che una classe politica non può non ascoltare il grido di dolore di una intera comunità che sta raccogliendo la solidarietà delle tifoserie di tutta Italia. Abodi, Lollobrigida, Barelli e Mulè: se ci siete, battete un colpo”.

Michele Cerrotta
autore
Romano, classe 1994. Già da bambino sognavo di essere un giornalista, dal 2021 ho fatto della mia passione un lavoro. Dove è la Lazio ci sono anch’io.