Lazio, Bisignani rivela: "Piantedosi decisivo per la trasferta di Bologna"
RASSEGNA STAMPA - Dietrofront sulla trasferta. Nessuna limitazione per Bologna - Lazio: i tifosi biancocelesti potranno andare senza problemi al Dall'Ara a seguire la squadra di Gattuso, come comunicato dalla Questura. Sulle colonne de Il Tempo, Luigi Bisignani si è espresso proprio su questa decisione, rivelando anche l'intervento decisivo del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Di seguito ciò che ha scritto.
"Caro Direttore, alla fine il buon senso è prevalso, grazie anche all'intervento del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che Bologna la conosce bene, e del capo della Polizia Vittorio Pisani. È stato così scongiurato il rischio di un incomprensibile divieto di trasferta per i tifosi della Lazio in occasione di Bologna-Lazio del prossimo 24 agosto. La Questura di Bologna ha infatti comunicato ufficialmente che, allo stato attuale, non rileva motivi tali da giustificare un divieto di trasferta per i sostenitori biancocelesti.
Una conclusione positiva dopo giorni di incertezza, indiscrezioni e segnali contraddittori. Ieri su Il Tempo ci chiedevamo proprio perché i tifosi della Lazio non potessero andare a Bologna e quali fossero le concrete ragioni di ordine pubblico in grado di giustificare un provvedimento tanto penalizzante. Anche perché la situazione aveva assunto contorni difficili da comprendere: sul sito del Bologna era comparso il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nel Lazio, indicazione poi scomparsa, mentre migliaia di sostenitori biancocelesti avevano già organizzato la trasferta. Alla fine è prevalsa la linea della ragionevolezza. E non è un dettaglio che a contribuire a sciogliere il nodo sia stato Piantedosi, che con Bologna ha un rapporto personale e professionale profondo: è la città dove sono nate le sue due figlie e dove ha trascorso una parte importante della sua carriera, fino a diventarne prefetto. Insieme al ministro si è interessato alla vicenda anche il capo della Polizia Vittorio Pisani, contribuendo a riportare la questione sul terreno che avevamo indicato: se non esistono ragioni concrete di ordine pubblico, non esiste neppure una ragione per impedire a migliaia di tifosi di seguire la propria squadra.
E siamo convinti che anche i tifosi del Bologna conoscano perfettamente le ragioni che spingono il popolo laziale a invadere civilmente Bologna. C'è solo la volontà di portare avanti una forma di protesta civile e precisa: disertare l'Olimpico e, allo stesso tempo, continuare a stare accanto alla Lazio, seguendola in trasferta ciascuno secondo le proprie possibilità. È questo il significato della mobilitazione. Una protesta che non è contro Bologna e tantomeno contro i suoi tifosi. Al contrario, proprio i sostenitori rossoblù possono comprendere il valore di una tifoseria che sceglie di manifestare il proprio dissenso senza rinunciare alla propria squadra.
Bologna sarà soltanto la prima tappa. Poi ancora Udine e Venezia le trasferte nelle quali, compatibilmente con le possibilità di ciascuno, i laziali proveranno ancora una volta a far sentire la propria presenza, mentre l'Olimpico resterà il luogo scelto per rendere visibile la protesta attraverso l'assenza. Adesso toccherà alle autorità competenti mettere a punto le necessarie misure organizzative affinché l'arrivo dei sostenitori laziali e la loro presenza a Bologna avvengano nella massima sicurezza. La recente marcia dei trentamila tifosi della Lazio dall'Olimpico al Flaminio ha del resto già rappresentato una grande prova di civiltà e organizzazione. Tocca ora ancora una volta ai tifosi della Lazio dimostrare la propria maturità contro una società sorda ad ogni istanza di ascolto".
