Lazio, i ricordi di Zauri: "Il primo giorno a Formello faticavo a dire buongiorno”
RASSEGNA STAMPA - Luciano Zauri ha ripercorso gli anni trascorsi a Formello, dall’ultima fase dell’era Cragnotti alla ricostruzione targata Lotito, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. E il primo ricordo è legato proprio a quello spogliatoio: "Ricordo il primo giorno a Formello: Stam, Stankovic, Peruzzi, Couto, Inzaghi, Mihajlovic. Faticavo a dire “buongiorno”. Vigevano rispetto e scherzi".
Uno spogliatoio nel quale si scommetteva praticamente su tutto: dai palleggi con lo stinco alle prove con la palla medica. E c’era soprattutto Sinisa Mihajlovic: "Puntava il pieno della Ferrari sulle punizioni. Nessuno riusciva a batterlo".
Poi arrivò l’estate 2004 e l’inizio dell’era Lotito: "Ci ritrovammo in dieci. Avevamo appena vinto la Coppa Italia e andammo in Giappone in tournée con tantissimi ragazzi della Primavera. Al ritorno conoscemmo Lotito. Aveva tre telefoni e rispondeva a tutti, non so come facesse". Anche il rinnovo del contratto diventò un aneddoto: "Andavo di notte a Villa San Sebastiano per discuterlo. Il suo autista mi veniva a prendere con l’auto blindata".
Tra i compagni più iconici non potevano mancare Di Canio e Klose. "Di Canio ci faceva vedere “Braveheart” prima del derby". Con Klose, invece, il ricordo è decisamente più curioso: "Lo invitai a Pescina insieme a Marchetti e Candreva. Da me si usa uccidere il maiale, è una tradizione. Lui si presentò con stivali e jeans pensando che dovesse ammazzarlo lui. Gli dissi: 'Forse hai capito male, Miro...' "
Infine Lazio-Fiorentina, una partita impossibile da dimenticare, con la "parata" sulla linea: "Feci un gesto di cui non vado fiero: tolsi il pallone dalla porta con la mano". E a Firenze i tifosi non persero l'occasione per scherzarci sopra: “Sei venuto a darci una mano?”.
