Lazio - Atalanta, il precedente: come rimontare 3-3 in tre semplici mosse

Il 19 ottobre 2019 i biancocelesti passano dai fischi dell'Olimpico agli applausi seguendo il manuale della rimonta perfetta.
30.09.2020 09:00 di Alessandro Menghi Twitter:    Vedi letture
Fonte: Alessandro Menghi-Lalaziosiamonoi.it
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Lazio - Atalanta, il precedente: come rimontare 3-3 in tre semplici mosse

LAZIO - ATALANTA, PRECEDENTE - Dopo il Cagliari l'Atalanta, anche se doveva essere il contrario. Il rinvio della prima giornata ha invertito le avversarie della Lazio che già si trova a fare i conti con gli impegni ravvicinati, il grande problema che nel post lockdown ha fatto crollare il sogno scudetto. È già, quindi, una prova di maturità a cui Inzaghi si sottoporrà memore dei precedenti recenti con Gasperini, soprattutto quello del 19 ottobre 2019 finito con la rimonta biancoceleste dal 3-0 al 3-3.

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1ª MOSSA: TRASFORMARE I FISCHI IN ENERGIA POSITIVA - Quando la Lazio è uscita a testa bassa dal campo alla fine del primo tempo, sul tabellone dell'Olimpico si leggeva 0-3 con doppietta di Muriel e tris del 'Papu' Gomez. Un'Atalanta dilagante, capace di sfruttare al massimo ogni disattenzione della Lazio e di farle pagare a caro prezzo un atteggiamento inaccettabile: nessuna idea, squadra spenta, non concentrata e senza voglia. Il pubblico biancoceleste, chiaramente, non ha gradito e ha fatto sentire il disappunto - tanto per usare un eufemismo - con una bordata di fischi scagliata da ogni angolo dello stadio. Fischi meritati, giusti, che hanno sortito l'effetto sperato: svegliare la Lazio e farla tornare in campo avvelenata, con il sangue agli occhi, con l'unico obiettivo di firmare la rimonta, trasformando la rabbia dei tifosi in energia positiva.

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2ª MOSSA: NON PERDERE TEMPO - Ora sì, eccola la Lazio affamata, grintosa, che non vuole perdere tempo e che si butta subito in attacco con insistenza per accorciare le distanze. Servono tre gol in 45', un'impresa non semplice che riduce ogni margine di errore. Correa e Immobile sprecano calciando alto da buonissima posizione, la palla che non entra non promette nulla di buono. E intanto il tempo passa. Ma non si può più aspettare. Al 69' l'episodio: Immobile viene toccato in area, è rigore. Dal dischetto Ciro è una garanzia e la speranza si riaccende. I fischi sono tornati applausi, cori, entusiasmo che la Lazio cavalca: passa un minuto e Correa scarica in porta il secondo gol. Non è più solo speranza quella che anima la squadra di Inzaghi, i giocatori cominciano a crederci veramente, la rimonta è possibile, ma serve un'ultima mossa: affidarsi al campione

3ª MOSSA: AFFIDARSI AL CAMPIONE - Il campione nella Lazio è Ciro Immobile perché è il goleador, il finalizzatore, il cannoniere. Al 90' conserva la lucidità per suggerire il passaggio a Milinkovic e la forza per anticipare De Roon per prendersi il secondo calcio di rigore. È netto. Quel pallone, posizionato ancora una volta sul dischetto, pesa dieci volte più del solito, ha un'importanza straordinaria e solo Ciro può calciarlo. E solo lui può metterlo in rete: destro più potente che preciso, carico di rabbia, che Gollini tocca ma che non intercetta, che fa esplodere lo stadio, che sigilla la rimonta e confeziona un capolavoro autentico della Lazio. Inzaghi, Immobile, Correa e tutti gli altri hanno appena scritto il manuale della rimonta perfetta.

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