Lazio, quante chiacchiere: biancocelesti aiutati dagli arbitri? No, ecco perché

I tredici rigori fischiati in favore dei biancocelesti fin qui hanno scatenato una ridda di voci. Ma i rigori erano tutti netti e nel derby d'andata...
24.01.2020 07:25 di Marco Valerio Bava Twitter:    Vedi letture
Fonte: MarcoValerio Bava-Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lazio, quante chiacchiere: biancocelesti aiutati dagli arbitri? No, ecco perché

Il mantra è “rigore per la Lazio” o addirittura “la Lazio ruba”? Ritornelli stonati, soprattutto dopo aver visto l'arbitraggio di Massa in Napoli-Lazio, una direzione di gara sbagliata, che ha danneggiato i biancocelesti, punendo Leiva per un fallo inesistente, sbaglia poi Lucas a reagire in quel modo, ma l'abbaglio del fischietto ligure rimane imperdonabile. Ritornelli di chi non sa come attaccare una squadra che sul campo sta dando continue dimostrazioni di forza. Non bastano le 11 vittorie consecutive, una Supercoppa Italiana in bacheca, per mettere in modalità silenzioso chi vuole dar fiato alla propria tromba andando però palesemente fuori tempo. Troppi tredici rigori per la squadra d’Inzaghi, dietro ci deve per forza essere la longa manus di Lotito regista occulto del calcio italiano e “maneggione” (cit.) che muove a piacimento i fili dell’AIA. Una fandonia, una follia non supportata da alcuna evidenza, da alcun fatto concreto come si tenterà di dimostrare in questo articolo. Ma andiamo con ordine e riavvolgiamo il nastro di 24 mesi. La Lazio, nella stagione 2017/2018, si gioca la Champions con Inter e Roma. In quell’annata la squadra d’Inzaghi viene letteralmente falcidiata dagli errori arbitrali, la lista è lunga, quasi inverosimile tanti furono gli episodi contrari in quella stagione: dal rigore molto dubbio fischiato contro Caicedo in Lazio-Fiorentina, allo scempio made in Giacomelli di Lazio-Torino, al gol di mano di Cutrone (col VAR muto) in occasione di Milan-Lazio, fino ad arrivare ai rigori non fischiati a Immobile (Cagliari-Lazio) e Lucas Leiva (Lazio-Juventus). Almeno otto punti volati via a causa delle sviste dei vari direttori di gara, otto punti con lui la Lazio avrebbe chiuso terza (sopra la Roma) e in Champions quel campionato. Dice la tromba stonata: “Eh, ma in due anni le cose possono cambiare”. E sia, proviamo allora ad andare dietro a questo raglio senza ritmo e analizziamo quanto accaduto in questa stagione. La Lazio è stata davvero favorita dagli arbitri? Intanto, come riporta Lazio Page, i tredici rigori concessi ai biancocelesti, sono risultati decisivi solo in due occasioni (contro Brescia e Atalanta) e hanno portato tre punti in più (uno contro i nerazzurri e due contro le Rondinelle). Perché i rigori, alla fine, vanno soprattutto pesati. Detto questo, quali dei rigori fischiati alla Lazio possono essere considerati inesistenti? O comunque possono rientrare nel lotto delle sviste arbitrali?

1) Il primo penalty del campionato arriva alla terza giornata. Spal-Lazio finisce 2-1 e la squadra romana va in vantaggio dagli undici metri per Immobile: il rigore è sacrosanto perché Tomovic, con il braccio largo, intercetta il tentativo di dribbling di Caicedo. Calvarese, arbitro del match, inizialmente non vede, ma poi si corregge dopo l’OFR. 

2) Da Ferrara a Bologna. Stavolta il rigore arriva nel finale (lo sbaglierà Correa), Palacio - nel tentativo di rubare palla - colpisce in pieno Acerbi con un calcio sul tallone. Rigore netto e Orsato fischia immediatamente. 

3-4) Match sulle montagne russe contro l’Atalanta. La Lazio è sotto di tre gol e nella ripresa rimonta. La scalata inizia con un penalty fischiato per fallo di Palomino su Immobile: Rocchi non ha dubbi e il VAR conferma. Il difensore argentino è incauto, c’è sicuramente “negligenza” cioè come dice il regolamento AIA: “ il calciatore mostra una mancanza di attenzione o considerazione nell’effettuare un contrasto o che agisce senza precauzione. Non è necessario alcun provvedimento disciplinare”. Rigore non evidente, ma corretto. La seconda massima punizione viene fischiata da Rocchi, invece, al 90’: Immobile anticipa De Roon che lo colpisce con la gamba sinistra. Penalty che non merita ulteriori discussioni. 

5) Fiorentina-Lazio è già sull’1-2, mancano due minuti alla fine e Ranieri intercetta con la mano la conclusione di Luis Alberto che è destinata a insaccarsi nella porta sguarnita. Rigore ed espulsione che vengono correttamente comminata. 

6) Lazio-Torino è sul 2-0 e Caicedo, lanciato a rete, viene abbattuto in area da Nkoulou, anche qui rigore ed espulsione che non vanno nemmeno discussi. 

7) Lazio-Lecce ha scatenato diverse polemiche. La Lazio ottiene un rigore sul risultati di 2-1: Milinkovic rimette il pallone in area e Calderoni in caduta tocca con la mano. Rigore che tecnicamente è ineccepibile perché il difensore leccese non ha le braccia in posizione naturale. Sempre il regolamento: “È fallo se le mani/braccia sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo”. Nello stesso match viene fischiato un rigore per il Lecce per fallo di Milinkovic su Mancosu. Rigore inesistente perché è il leccese ad andare addosso al laziale. Manganiello doveva ammonire per simulazione Mancosu. 

8-9) In Lazio-Udinese altri due rigori per Immobile e compagni. Al 33’ Ekong stende Correa in area, Di Bello non vede e viene richiamato all’OFR e dopo una breve revisione fischia il calcio di rigore. Non ci sono dubbi nemmeno sul rigore del 3-0, ancora Correa in area, ma stavolta è Nuytinck a prendere in pieno l’argentino in scivolata. Rigore netto. 

10) Lazio-Juventus viaggia sul 2-1, Correa s’invola verso la porta di Szczesny che lo colpisce e lo abbatte. Rigore evidente, anche il portiere polacco lo ammette subito.

11) Brescia-Lazio è sul risultato di 1-0, Caicedo viene servito da Immobile in area, cerca la coordinazione per il tiro, ma viene trattenuto in modo reiterato da Cistana che lo sbilancia e lo fa cadere. Rigore sacrosanto, così come l’espulsione del giocatore bresciano. 

12-13) Altrettanto netti i due rigori fischiati da Chiffi in Lazio-Samp: il fallo di mano di Murru su cross di Lazzari è solare, così come quello di Colley sul tiro di Luis Alberto. 

SVISTE - Particolarità: avete notato che i rigori concessi alla Lazio sono aumentati proprio quando i biancocelesti hanno cominciato a vincere e quindi a giocare con costanza nelle aree di rigore avversarie? Ma non basta. La Lazio può anzi reclamare per alcuni episodi avversi. In Sassuolo-Lazio, all’89’, sul risultato ancora di 1-1, Caicedo viene spinto alle spalle da un difensore neroverde, c’erano gli estremi per il penalty che, però, non viene fischiato. In Lazio-Lecce il rigore che tanto fece protestare i salentini dopo l’annullamento del gol di Lapadula sulla ribattuta di Strakosha era inesistente. In Fiorentina-Lazio, invece, Montella protestò perché secondo lui il gol del vantaggio laziale firmato Immobile venne innescato da un’azione fallosa di Lukaku su Sottil, episodio discutibile, su cui le moviole si sono divise. Tutte erano concordi, però, nel giudicare come un abbaglio clamoroso di Guida il non fischio per una spinta evidente di Caceres su Lazzari nel primo tempo e con il risultato ancora sullo 0-0. Che l’arbitro campano non sia fortunatissimo con la Lazio è noto. È lui a dirigere il derby d’andata, in cui Zaniolo si mette in evidenza per un intervento killer su Luiz Felipe. Intervento da rosso che, invece, viene punito solo con il giallo. Era la mezzora del primo tempo, la Roma avrebbe dovuto giocare i restanti 60’ in dieci e il difensore brasiliano rimase fuori 20 giorni a causa di quel fallo. Guida non vede nemmeno una spinta evidente di Kluivert su Lazzari in area romanista, l’olandese si  disinteressa del pallone e con entrambe le mani appoggiate sul petto sbilancia l’esterno laziale e qui sì che manca un rigore per la Lazio; a ciò si aggiunge una gomitata di Kolarov a Lazzari. Insomma si può dire che l’arbitraggio di Guida, nel derby d’andata, fu insufficiente e che gli episodi andarono tutti in direzione giallorossa. Altro che "la Lazio ruba"..

Pubblicato il 23/01 alle 20