Lazio, Lotito ufficializza Taylor: "Abbiamo preso il 10 dell'Ajax"
Claudio Lotito ha parlato anche ai microfoni di Lazio Style Radio, parlando sia degli arbitri che del mercato. Di seguito le parole del presidente della Lazio:
I fatti si commentano da soli. Sicuramente c’è una situazione non serena che sta portando a delle valutazioni che potrebbero essere diverse rispetto a quelle che accade. E che ci svantaggiano in modo significativo. Nel primo tempo saremmo potuti essere 4-0. Poi ci sono gli episodi che vanno a incidere in modo determinante sul risultato. Abbiamo rischiato di perderla con mezzo tiro in porta. Inutile fare considerazioni, lasciano il tempo che trovano. Nonostante abbiamo presentato la situazione, mi pare che le cose non stiano cambiando. Valuteremo l’iter che dev’essere intrapreso per ricreare un clima più sereno rispetto a quella che è la situazione attuale.
Sta nascendo una Lazio ancora più giovane? Voglio rassicurare le persone, nessuno sta smantellando la squadra, la stiamo rinforzando. Stiamo facendo una selezione delle persone che vogliono rimanere alla Lazio. Chi vuole fare altre esperienze, lo lasciamo andar via.
Abbiamo già preso un attaccante, che riteniamo molto forte. Abbiamo una zona scout che lavora 24 ore su 24, abbiamo attenzionato tutta una serie di giocatori. Non è arrivato per caso. È stato seguito passo passo, abbiamo mandato degli osservatori per vederlo contro il Bologna. Guendouzi ha deciso di andare via, lo capiamo perché la Lazio non gioca le coppe. Lui voleva tornare in Nazionale e dunque fare un’esperienza diversa. In sostituzione di lui abbiamo preso un giocatore che è il numero 10 dell'Ajax, molto più giovane e qualitativamente molto forte. Il mercato non è chiuso, stiamo lavorando. Vogliamo ringiovanire la rosa.
Hanno risposto alla PEC? No, assolutamente. Se mi sento isolato per il mancato supporto degli altri club? Non mi preoccupo di quello che pensano gli altri. C’è qualcosa che non funziona, e questo va corretto. Magari con degli incontri. Alcune situazioni vanno interpretate in un modo, altre in un altro. Non si tratta di lamentarsi, si tratta di creare una valutazione equanime. Altrimenti viene meno la credibilità del sistema. Io ho l’obbligo di mettere l’istituzione nella condizione di essere credibile".
Pubblicato il 7/1
