Crespo: "Mi piace il gioco del Cholo. Ecco cosa chiedo ai miei ragazzi"

In una diretta Instagram di Defensa al dia, Hernan Crespo ha risposto ad alcune domande relative al presente e alla sua carriera.
08.04.2020 07:15 di Elena Bravetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico Gaetano
Crespo: "Mi piace il gioco del Cholo. Ecco cosa chiedo ai miei ragazzi"

Hernan Crespo ha risposto ad alcune domande sul presente e sulla sua carriera nel corso della diretta Instagram di "Defensa al dìa". Prima di tutto, l'ex Lazio ha spiegato come sta vivendo questi giorni di quarantena: "Ho fatto la prima parte della quarantena solo, poi ho raggiunto i miei genitori che sono grandi. Sono tornato a essere figlio dopo tanto tempo. Me ne sono andato quando avevo 21 anni, e sono tornato 23 anni dopo. Coronavirus? Ho voglia di tornare ad allenarmi, di rivedere i miei ragazzi, ma la gara che stiamo giocando è molto più grande. Parlo con il 90% dei giocatori. Non gli chiedo se stanno correndo o facendo gli addominali. Gli chiedo come sta l’essere umano, come convivono con le mogli, con la solitudine".

IL PICCOLO VALDANO - "Avevo 18 anni ed ero una giovane promessa del River. Mi chiamavano 'el pequeno Valdano'. Forse per i capelli, per la maniera di parlare, di pormi. È rimasta una definizione giornalistica, e niente di piú. Il calcio mi ha dato la possibilità di incontrarmi con tante persone famose. Con Valdano anche, quando abbiamo giocato la Champions League contro il Real Madrid e io stavo nella Lazio. Mi interessano le visioni degli altri allenatori. Anche quella del Cholo, mi piace ascoltarlo e arricchirmi della sua visione".

PROFESSIONE ALLENATORE - "Allenatori che ho preso a modello? Come giocatore mi piaceva Van Basten, Romario, ma non potevo essere come loro. Cercavo di rubare dagli altri per costruire la mia personalità. Lo stesso accade come tecnico. Se ho preso spunto da qualche compagno? Ce ne sono tanti, una grande quantità di giocatori che ho incontrato. Ci sono state sempre chiacchiere sportive con gli altri, mi è sempre piaciuto parlare di calcio. Anche con i componenti della Nazionale Argentina, ad esempio. Non ho mai pensato al Defensa come un trampolino. Vivo la mia realtà, e la vivo felicemente. Il tempo lo dirà. Il mio obiettivo è migliorarmi, ma soprattutto migliorare i giocatori. L’importante è rispettare la professione che amiamo tanto".

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Pubblicato il 7/04 alle 23.40