Frattesi incanta la Lazio, Riccio: "Dal gol al Barcellona al cartellone all'Olimpico: vi dico tutto"

ESCLUSIVA LALAZIOSIAMONOI - Andrea Riccio e il legame con il centrocampista della Lazio. Il cartellone e l'incontro sfiorato all'Olimpico...
01.09.2026 10:00 di  Antoniomaria Pietoso  Twitter:    vedi letture
Frattesi incanta la Lazio, Riccio: "Dal gol al Barcellona al cartellone all'Olimpico: vi dico tutto"

Davide Frattesi si è preso la Lazio. Se l’è caricata sulle spalle come solo i calciatori importati sanno fare. Due gol, sei punti e un po’ di sereno dopo tanta tempesta. Il centrocampista sta lasciando il segno con l’aquila sul petto, un po’ come è riuscito a fare anche all’Inter. E’ vero, forse non era il titolare inamovibile, ma Davide ha fatto in modo di essere protagonista anche nei ritagli di spazio che gli sono stati concessi. Lo sa bene anche Andrea Riccio, toscano ma con l’Inter nel cuore, il quasi trentenne è stato protagonista sugli spalti dell’Olimpico in occasione del match con il Genoa.

Il podcaster si è portato un cartellone con su scritto: “Frattesi mi mancava vederti a San Siro e sono venuto all’Olimpico solo per te”. Lo scatto è diventato in breve tempo virale sui social, ma Davide non si è accorto di nulla almeno durante la partita. Andrea ci racconta in esclusiva un po’ cosa lo ha spinto a venire a Roma per il match: “Amo questa città e ci ho vissuto sei anni. Sono tifosissimo dell’Inter, ma amante del calcio e non ho perso tempo. Cosi sono venuto e speravo di vedere Frattesi all’Olimpico. Davide lo stimo tantissimo come calciatore e come uomo. L’ho incrociato qualche volta di sfuggita a San Siro quando andavo a farmi fare gli autografi, ma non l’ho mai incontrato di persona  ma mi piacerebbe tantissimo”.

Maglia dell’Inter rigorosamente di Frattesi indosso, Andrea non è riuscito a vedere Davide ma a fine partita è successa una cosa fantastica: “Sono uscito dallo stadio e  un po’ mi dispiaceva di non aver consegnato il cartellone. Pero poi ho incontrato il fratello Luca e la fidanzata.  E  ho detto tutto a loro due lasciandogli il cartellone sperando che arrivasse a lui. Quando ho visto la storia che ha condiviso è stato bellissimo”.

Da dove nasce questa passione per Frattesi? La risposta di Riccio è abbastanza facile e intuibile: “Oltre al fatto che mi è sempre piaciuto come calciatore, quello che ha fatto con l’Inter resterà nella storia. I gol dello scudetto al Verona e poi quella rete al Barcellona, con la seconda che è allucinante, mi ha fatto esplodere di gioia e mi ha portato in Paradiso. Acerbi ci ha dato il colpo di grazia e lui ci ha fatto scoppiare di gioia quella sera. A San Siro il cancello giallo ormai è di proprietà di Frattesi. Ci hanno messo un adesivo e nessuno ha messo in discussione la cosa”.

L’impatto con la Lazio è stato devastante e Andrea non nasconde la gioia: “Esordio, gol e vittoria. Prima da titolare, gol e altro successo. Sei punti portati. Sono tanto contento per lui che ha trovato lo spazio giusto e può finalmente dimostrare quanto vale. Nell’Inter non giocava, Gattuso in Nazionale lo ha portato in azzurro da titolare. Gli ha dato fiducia lì e lo farà anche alla Lazio. Penso sia la piazza e la squadra giusta per lui. Poi leggevo che viene da una famiglia laziale quindi giocherà con una marcia in più. Alla Lazio farà da titolare e farà bene. Ci spero per lui e anche per me. Sai l’ho preso al Fantacalcio e il primo gol della mia squadra è stato il suo (ride, ndr)”.

Allo stadio aveva la maglia di Frattesi dell’Inter, ma la passione per il calcio lo porta a collezionare anche le divise delle altre squadre e non manca quella della Lazio dove campeggia il nome di Bobo Vieri. Quando arriverà quella con l’aquila sul petto e il nome di Frattesi sulle spalle. “Volevo comprarla ieri, ma non ho avuto modo. Ma provvederò presto anche perché il mio sogno è quello di incontrarlo e di scambiarci qualche parola” ci confida. Inevitabile chiedergli anche di Provedel appena passato proprio dalla Lazio all'Inter: "Sono felicissimo. Martinez non mi dà tanta sicurezza, mentre Provedel è un portiere che mi è sempre piaciuto. Secondo me entro Natale diventa il titolare. Poi di lui mi ricordo quel gol su angolo all'Atletico Madrid e diciamo che ancora oggi mi fa effetto".

Il calcio, infatti, è una parte fondamentale nella famiglia di Andrea. Sui social è diventato virale il video a San Siro con la nonna di 83 anni alla sua prima volta nell’impianto milanese. La signora, che sognava di ricevere una maglia nerazzurra, è stata poi accontentata con Bastoni che le ha inviato personalmente la sua maglia facendola emozionare e ricevendo il calore social. Sì, perché Andrea ci racconta che c’è tanto dietro quella storia: “Il calcio è una parte fondamentale della mia vita ed è una tradizione di famiglia che parte dal passato. Mio nonno è morto su un campo da calcio. Giocava a livello dilettantistico, è entrato a gara in corso ha fatto una doppietta ed è morto proprio dopo la seconda rete arrivata su un calcio d’angolo. Per questo i gol da corner per me hanno sempre un sapore speciale. Qualche giorno prima di morire aveva promesso a mia nonna di portarla a San Siro e non ha potuto mantenere la promessa. Poi mia nonna ha dovuto crescere cinque figli e ha sempre messo la famiglia al primo posto non riuscendo ad andare a Milano a vedere l'Inter. Poi due anni fa ci sono riuscito io a realizzare il suo sogno e a 83 anni l’ho portata allo stadio a vedere la sua squadra del cuore. Era emozionata come una bambina, poi quando Bastoni le ha mandato la maglia la reazione l'avete vista tutti insomma. Una cosa meravigliosa”.  Eh già, e ancora qualcuno vuole raccontarci che si tratta solo di uno sport e di 22 ragazzi in pantaloncini che corrono dietro a un pallone.

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Antoniomaria Pietoso
autore
Giornalista pubblicista dal 2007, laziale dalla nascita. Bilancia ascendente scorpione, dimentico di rispondere spesso ma abbiate fiducia prima o poi recupero tutto. Scrivere è l'unica cosa che mi riesce bene.