Lazio, cuore Zaccagni: non molla, si sacrifica e 'vede' l'Italia
RASSEGNA STAMPA - Uno degli ultimi a mollare, uno de pochi a provarci. Ed è stato il primo ad arrabbiarsi, prima ancora che con l'arbitro, per la mancanza di cattiveria da parte degli altri, soprattutto di Dia e Isaksen. Nel primo tempo se n'era andato dopo uno scambio veloce con Basic, aveva messo dentro un assist d'oro. Poco dopo ci ha provato in prima persona, ed è stato Maignan con un prodigioso intervento a negargli il vantaggio. Nella ripresa lo stesso francese gli ha respito il tentativo sul cross di Isaksen: Zaccagni aveva tagliato in tempo davanti a Saelemaekers.
Collu, negando il rigore del potenziale pareggio, gli ha tolto la possibilità di realizzare l'1-1 dal dischetto. Si sarebbe incaricato lui della battuta, invece è aumentato soltanto il nervosismo in campo per la scelta del direttore di gara. Il giallo rimediato subito dopo è stata diretta conseguenza della decisione avversa. Zac, riporta Corriere dello Sport, ha cercato di essere incisivo nella metà campo offensiva e di aiutare Pellegrini in fase di ripiegamento. Un contributo prezioso che però non è bastato a evitare il KO. Non è riuscito a ripetersi. Nella scorsa stagione era stato proprio lui a sbloccare il risultato.
Zaccagni ha lottato fino all'ultimo, tartassato di falli come al solito. Esterno del 4-3-3, poi nel finale del 4-2-3-1. Con un uomo in meno a centrocampo, è stato ancora più faticoso il compito sulla fascia. Il "beneficio" l'ha avuto comunque dall'ingresso di Castellanos, con cui ha duettato meglio rispetto a quanto fatto con Dia. Il CT Gattuso, seduto in tribuna accanto a Galliani, avrà apprezzato la sua prova al netto della sconfitta. Poteva essere evitata con il rigore in extremis, dagli undici metri si sarebbe presentato Zaccagni, non ci sono dubbi. Da capitano.
