Lazio, all'Olimpico una notte di vergogna: Di Bello e il manifesto di un sistema malato

02.03.2024 07:30 di Lalaziosiamonoi Redazione   vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
Lazio, all'Olimpico una notte di vergogna: Di Bello e il manifesto di un sistema malato
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Ci risiamo, la Lazio perde ma non può non recriminare per quanto fatto dalla squadra arbitrale. Come accaduto nell’ultima all’Olimpico, contro il Bologna, quando Maresca s’era clamorosamente perso il secondo giallo a Fabbian, sul risultato di 1-0 per i biancocelesti, ecco un altro horror show delle giacchette fluo. Di Bello, ancora tu. Ve lo ricordate il fischietto di Brindisi? Fu lui a non vedere la plateale simulazione di Strootman in un derby del 2017, quando da arbitro di porta, a pochissimi metri, consentì la concessione di un rigore folle in favore della Roma. Oggi l’arbitro brindisino ha fatto addirittura peggio, s’è superato, coadiuvato in questo tremendo “spettacolo” da assistenti e quarto uomo. Già, Juan Luca Sacchi, quarto ufficiale di gara, che con le mani dietro alla schiena, come un anziano di fronte a un cantiere, al 57’ passeggiava senza accorgersi della manata di Bennacer a Castellanos, manata evidente che ha provocato anche una ferita al labbro all’attaccante argentino. Di Bello è girato, inizialmente non vede, poi però guarda in direzione di Castellanos a terra, si porta il fischietto alla bocca e però non fischia, lascia andare, pur vedendo Bennacer e Kjaer fermi e Pellegrini che accompagna la palla in fallo laterale chiedendo a Pulisic di stopparsi. Vergognoso il gesto dell’americano che lo qualifica perfettamente per ciò che è.

DI BELLO HORROR SHOW - Ma il problema è a monte, se Sacchi avesse richiamato Di Bello e se Di Bello una volta accortosi di Castellanos a terra avesse fischiato, ci saremmo risparmiato l’antisportività di Pulisic. Ma Sacchi evita di fare il proprio lavoro, così come Di Bello. Ed è bene ricordare come questi signori siano ben retribuiti per fare ciò che fanno. E quindi dovrebbero farlo bene, quantomeno evitando errori talmente grossolani da essere inspiegabili. Perché, essendo buoni e scevri da cattivi pensieri, presupponendo quindi la buonafede degli arbitri rispetto a quanto visto oggi all’Olimpico, allora è impossibile non ammettere la totale incapacità di Di Bello e dei suoi collaboratori ad arbitrare in Serie A. Incapacità loro, ma anche di chi li sceglie (Rocchi) e di conseguenza di chi ha messo Rocchi al suo posto. Insomma c’è un problema serio nel calcio italiano, un problema serio di affidabilità e di terzietà. Il rigore non concesso su Castellanos nel primo tempo, contatto tra l’argentino e Maignan che un noto commentatore arbitrale s’è subito affrettato a etichettare come non falloso, è eclatante. L’attaccante della Lazio salta per evitare il portiere francese (che è vero sta scivolando sul campo), il quale però alza il tronco per impedire a Castellanos di proseguire nell’azione. Fallo, poche discussioni, con buona pace di alcuni moviolisti (che bel mestiere). Così come è imbarazzante quanto accaduto in tutto l’arco del match.

MILAN IN NOVE? NO, LA LAZIO IN OTTO - Florenzi e Adli dovevano essere espulsi e invece hanno comodamente finito la loro partita, con il furbo Pioli che li ha sostituiti appena i suoi due giocatori sono stati ammoniti (in realtà quello che è stato il primo giallo, doveva essere il secondo). Florenzi, dopo quattordici minuti, interviene da dietro e nettamente in ritardo su Zaccagni, prendendo solo le gambe del 20 laziale, per Di Bello è fallo, ma inspiegabilmente non giallo. Florenzi che sarà ammonito nella ripresa, per il quarto intervento della sua partita su Zaccagni. Nessuno dei tre precedenti, ovviamente, sanzionato. Al 51’, invece, Adli placca Guendouzi a palla lontana, impedendo al centrocampista di Sarri di addentrarsi in area sullo sviluppo dell’azione a destra, giusto lasciar proseguire, incredibile non ammonire a fine azione, considerando che il fallo di Adli avviene sotto gli occhi di Di Bello. Adli sarà poi ammonito al 70’, evidente trattenuta su Felipe Anderson, ma sarebbe dovuto essere espulso. Il gol del vantaggio milanista nasce da un fallo di Thiaw su Immobile, fallo chiaro e che Di Bello a pochi metri non sanziona. Lazio finisce addirittura in otto, con l'espulsione di Guendouzi a coronare la serata scioccante della squadra arbitrale. Quanto visto all’Olimpico entra di diritto tra le pagine più nere della storia recente del calcio italiano: un vero e proprio affronto ai tifosi che sborsano fior di soldi per assistere allo stadio o in televisione a quello che dovrebbe essere uno spettacolo di sport e invece diventa una corrida surreale. Uno spettacolo orrido avallato da chi dovrebbe garantire quantomeno serietà e attendibilità e invece diventa il primo artefice di vergognose offese alla passione di chi, pagando, mantiene in vita il sistema.

Pubblicato il 2/03 alle 00.40