Lazio, finalmente regia Cataldi: "Impegno massimo, Leiva un amico. Errori? Sono serviti"

08.08.2019 08:00 di Francesco Bizzarri Twitter:    Vedi letture
Fonte: Da Marienfeld - Francesco Maria Bizzarri - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lazio, finalmente regia Cataldi: "Impegno massimo, Leiva un amico. Errori? Sono serviti"

MARIENFELD - Ci ha messo un po’, ma ora è arrivato il suo momento. Danilo Cataldi è pronto a prendersi definitivamente la Lazio. Lo farà nel ruolo di vice Lucas Leiva, lo farà mettendosi a disposizione totale di Simone Inzaghi. Era luglio 2013: per la prima volta va ad Auronzo di Cadore in ritiro con i grandi. Sei anni dopo, a 25 anni, una splendida moglie e un figlio, è un perno dei biancocelesti. In mezzo il debutto con la prima squadra, i prestiti a Crotone, Genoa e Benevento, il ritorno. Il 2019 un anno da incorniciare tra famiglia, il gol nel derby del 2 marzo e un rinnovo pronto sino al 2024. Con la cessione di Badelj, tocca a Danilo essere il vice regista di questa Lazio. Ecco l’intervista concessa in esclusiva ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it.

Si parla tanto di Cataldi vice Leiva, senti la pressione dopo che un buon giocatore come Badelj non ci è riuscito? Ti senti pronto?

Solo il campo potrà dirlo. Io mi impegnerò al massimo per cercare di aiutare i miei compagni. Il ruolo poi è importante, ma ci sono altre cose che lo sono altrettanto. Lavoriamo su questo giorno per giorno e ci faremo trovare pronti. Lucas mi dà consigli, siamo amici, parliamo spesso anche fuori dal campo. Ci siamo incontrati anche in vacanza: abbiamo parlato un po’. È una persona da seguire, un grande uomo e un grande calciatore. Non lo scopro di certo io.

Il ruolo: hai sempre detto di preferire quello da mezz’ala, qui farai il regista. Che ne pensi?

Ho delle preferenze da mezz’ala e ho delle preferenze da regista. Certo, fare la mezz’ala vuol dire essere più offensivi, soprattutto con il modulo che facciamo, in cui si favoriscono gli inserimenti da dietro. Il regista gioca molto la palla, gioca più corto: sono cose che apprezzo.

Per te sarà un po’ l’anno zero: il debutto, la fascia da capitano, la Nazionale, il paragone come nuovo Marchisio. Hai rimpianti se guardi alla tua carriera?

Sì, qualche rimpianto c’è. Ma tutti gli errori mi hanno portato oggi ad avere un equilibrio che mi piace. Lavoro bene, sono sereno fuori dal campo. Diciamo che gli errori sono serviti, così come le batoste. Altrimenti non mi ritroverei qui.

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