Lazio, occasione Parolo: a Parma tra passato, presente e futuro...

Il centrocampista dovrà sostituire lo squalificato Milinkovic-Savic proprio al Tardini dove ha giocato e chissà che non possa tornare.
08.02.2020 09:00 di Marco Valerio Bava Twitter:    Vedi letture
Fonte: MarcoValerio Bava - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lazio, occasione Parolo: a Parma tra passato, presente e futuro...

Emergenza a centrocampo? Rosa corta in mezzo? Niente paura, c’è Marco Parolo che tappa le falle. Usato sicuro per avanzare nella corsa Champions e continuare a coltivare un sogno (im)possibile. Inzaghi lo sta utilizzando meno rispetto al passato, è inevitabile. Davanti ha tre mostri sacri, il miglior centrocampo del campionato, c’è poi il fattore età che dice 35 candeline spente dieci giorni fa e che non possono permettere a Marco di essere performante come qualche anno fa. Questo non vuol dire che Parolo non sia utile alla causa. Anzi. L’allenatore lo considera giocatore ancora affidabile, mezzala di sostanza e qualità in grado di non far rimpiangere i titolari quando chiamato in causa. Parolo sta giocando meno, ma sta comunque giocando. Ha già messo insieme 23 presenze in stagione, di cui 15 in campionato dove però gli manca ancora il gol. Non segna in Serie A da nove mesi, era il 5 maggio e Parolo portò momentaneamente in vantaggio la Lazio nella gara poi persa 1-3 contro l’Atalanta all’Olimpico. Tanti nove mesi per uno che a mettere la propria firma sulle partite è sempre stato abituato. Centrocampista col vizio del gol, ne mise a segno addirittura dieci nella sua prima stagione biancoceleste. In totale sono 26 i centri in Serie A con l’aquila sul petto. Non ha mai chiuso un campionato con meno di tre reti all’attivo, per questo sembra scoccata l’ora di tornare a esultare.

OCCASIONE - Al Parma ha già segnato, era il 29 aprile 2015, all’Olimpico finì 4-0 per i biancocelesti allora allenati da Pioli: Parolo aprì le danze al decimo minuto con un destro dai venticinque metri che si spense sotto l’incrocio dei pali. Un gol alla Gerrard, tanto che quell’anno s’era guadagnato il soprannome di “Gerrardino” perché come l’ex capitano del Liverpool riusciva a ricoprire perfettamente le vesti del centrocampista box to box e con spiccato senso del gol. Oggi Marco gioca in modo diverso, meno corsa e più letture, più governo che lotta. Al Tardini, però, serviranno anche i suoi inserimenti, la sua presenza in zona gol per sorprendere una delle difese più attente del campionato. Ha segnato solo una volta in questa stagione, contro la Cremonese in Coppa Italia, Inzaghi ora chiede anche a Parolo un contributo sotto porta, sa che Marco ha nelle corde almeno 3-4 reti a campionato, nello sprint serviranno. L’occasione per è ghiotta, il centrocampista di Gallarate non ha avuto tante occasioni quest’anno, solo cinque volte è partito dal primo minuto in campionato, la squalifica di Milinkovic gli spalanca le porte della titolarità, non dovrà far rimpiangere Sergej, non un’impresa semplice, ma alla portata di un giocatore con la sua esperienza.

PASSATO E FUTURO? - Parma per lui poi è campo speciale, in gialloblu ha giocato due anni in cui ha messo insieme 75 presenze. E chissà che Parma non possa anche essere il suo domani: i contatti per il rinnovo non hanno prodotto una svolta. La Lazio riflette, ha proposto a Parolo un futuro da dirigente, ma il ragazzo sembra orientato a voler giocare ancora. Il Parma ha preso contatto con gli agenti, è la società italiana che s’è mossa con più forza, potrebbe raccoglierlo a giugno, sempre che la Lazio non decida di rilanciare. L’acquisto di Escalante, giocatore con caratteristiche molto simili, però, non aiuta. Discorsi che si svilupperanno più in là, ora contano solo il presente e il campo. E Parolo deve fare ciò che negli ultimi sei anni ha sempre fatto con passione, abnegazione e qualità: aiutare la Lazio.