Buonfiglio: "Malagò è stato vittima! Commissariamento? Ha vinto lo sport"
Subito dopo la nomina di commissario della FIGC di Giovanni Malagò, che ha quindi lasciato il precedente incarico di presidente federale senza però uscire di fatto dalla stanza dei bottoni, ha parlato in conferenza stampa dal salone del CONI il presidente del comitato olimpico, Luciano Buonfiglio.
Le parole del numero uno del CONI
Ha detto Buonfiglio: “Assolutamente nessun imbarazzo, i fatti accaduti nell’ultimo periodo sono stati determinanti. In ordine di tempo il messaggio della Lega Serie A, esattamente il contrario di ciò che mi dicevano in privato. Il premio CONI mi ha poi ricordato quelli che sono i veri valori dello sport. Mi sono posto in maniera oggettiva l’analisi concreta degli avvenimenti. Tutto è nato qualche mese fa con il ricorso dell’Avvocato Miele, al quale era stata negata la candidatura. Da lì è partita un’informazione non corretta dagli uffici della FIGC, che hanno costretto dopo una serie di denunce di Miele e diverse rigettazioni di questi ricorsi, talvolta anche non giustificate. È stata fatta richiesta sul tesseramento di Malagò, anche perché se fosse stato tesserato avremo dovuto denunciare per diffamazione l’Avvocato Miele. Dopo due mesi il Procuratore Federale ha detto che non fosse tesserato, aggiungendo però dei ma. Il Procuratore dello sport si è espresso dicendo di non poter punire Malagò in quanto non tesserato, ma ha richiesto l’intervento del CONI per le gravi violazioni della Federazione. Siamo intervenuti, abbiamo ricevuto la documentazione e abbiamo convocato il Giunta e il Consiglio Nazionale. Potete immaginare quante pressioni abbiamo ricevuto dall’interno del mondo dello sport e dall’esterno, pressioni alle quali ho sempre dato che le regole vanno rispettate. Se crei un precedente sbrachiamo tutti. C’è il deterioramento del rispetto delle regole, mentre qui dobbiamo essere un baluardo per i valori dello sport. Dobbiamo avere il coraggio di essere coerenti, a parole siamo tutti bravi. Questo a me dà fastidio, così rispondo anche al concetto di chi ha vinto e chi ha perso. Ha vinto lo sport, con questo commissariamento della FIGC che, permettetemi, non è mica la canoa. Questo è il primo punto che abbiamo riaffermato oggi, alla faccia di tutti quelli che parlano di Malagò prima e Malagò dopo. Per me Malagò è stato vittima, può essere stato superficiale ma ci voleva qualcuno che gli dicesse che mancava il tesseramento. All’inizio di ogni elezione assembleare bisogna verificare che tu abbia i poteri e i requisiti per essere accreditato. Se non li hai, non partecipi. Questo strumento non viene espletato da dipendenti, ma da terzi, devono verificare la presenza di tali requisiti. Lì è saltato tutto, per questo l’Assemblea non è valida. Capisco la preoccupazione di rifare le elezioni e la decadenza del Consiglio Federale, ma non siamo noi i responsabili. Questa è una sconfitta per il mondo sportivo che non ha lavorato bene, non trovo coerente il concetto di vittoria e sconfitta. Ho analizzato anche il percorso positivo della Nazionale, potevamo interferire in un progetto tecnico che è partito così? Questa è un’altra responsabilità che spetta al presidente del CONI, noi siamo costretti a vincere. Partecipare è bellissimo, ma quando vai a competere dobbiamo vincere”.
L'augurio sul rientro di Diana Bianchedi
In conclusione è stato toccato anche il tema delle dimissioni dell'ex capo delegazione Diana Bianchedi, in una riflessione sull'unione tra le parti: “Il rapporto di fiducia vuol dire qualità, essere stata coinvolta in questa storia a mio avviso è un qualcosa di sbagliato e mi auguro che vengano respinte le sue dimissioni. L’ho annunciato al commissario Malagò, essendo commissario dovrò dire io a lui di reintegrare la Bianchedi. La fiducia è un altro tipo di rapporto, il parere contrario fa parte dei principi della democrazia. L’importante è arrivare a una delibera unanime, e sia settimana scorsa che oggi si è arrivata a una delibera unanime”.
