Lazio, Fabiani sul mercato: "Nel calcio si usano idee, intuizioni. Non mi sembra che..."
"È un calcio malato, dopato da tante dinamiche. Nel calcio si usano idee, intuiziioni. Non mi sembra che lo scorso anno società che hanno investito il doppio hanno avuto la meglio della Lazio. Se la finale fosse andata diversamente, staremmo in Europa League. La finale l’abbiamo conquistata, poi purtroppo persa senza mordente, già battuti prima di scendere in campo. Vinci quel trofeo, ti cambia la vita. Eppure è stata fatta una squadra con le idee, che non vuol dire che non si spendono soldi, che non si sperperano". Ha parlato così il direttore sportivo Fabiani del mercato della Lazio.
Proseguendo la sua analisi, in conferenza stampa, ha aggiunto: "Cambiano le dinamiche, le proprietà, i fondi… C’è tutto un mondo. Se non si arriva a un equilibrio di spesa, ci sarà sempre questo divario. Alcune norme penalizzano le società, bisogna vederle. Non posso farle io, io faccio il direttore sportivo. Dovevamo portare a casa dei risultati, abbiamo fatto quello che era nelle intenzioni della società con l’avallo dell’allenatore, che ci eravamo prefisasati. Sono norme contorte, non si capiscono, dei cavilli giuridici obsoleti. E bisogna metterci le mani. Un’azienda che fattura 150 milioni di euro e si inventa questo indice, ma che senso ha? È un poblema della proprietà".
"Se fallisci ne pagherai le conseguenze. Sono vincoli stupidi, banali, che mi blocchi. Una società che fattura così muove un esercito: giornalisti, giocatori, addetti… È un’industria. Credo che sia giunto il momento di rivedere certe norme, che possono avvicinare certe distanze. Ora ci sono tanti fondi… non è facile stargli dietro. L’unica arma è avere l’intuizione, lavorare con la fantasia. Molti giocatori sono stati pagati 40/50 milioni, poi sono stati svenduti. Non è vero che pago tanto un giocatore e quel giocatore mi renda per quella cifra. Abbiamo comprato Castellanos a 13/14 milione, un’intuizione, non ha fatto benissimo ma l’abbiamo venduto a 30. I collaboratori evidentemente vedono qualcosa di importante per poter fare l’operazione senza svalutare l’aspetto tecnico. Quest’anno è rientrare Mandas, l’avevamo dato in prestito e abbiamo rifiutato 20 milioni. Pensiamo di aver potenziato il reparto, Provedel era a fine mandato, contratto. L’abbiamo accontentato. Poi abbiamo preso i Taylor e i Rovella. Quello che deve parlare è il campo".
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