Lazio, si fa e si disfa: il mercato tra saldo zero e colpi a sorpresa
RASSEGNA STAMPA - Nel mondo illogico della Lazio si fa e si disfa. Si vende Dia senza rimpiazzarlo, sfumano Icardi e Begraoui, si pensa di sacrificare Cancellieri e poi, alla fine, il mercato regala comunque Gudmundsson. È l'ultima fotografia di una sessione costruita tra vincoli economici, occasioni e continui cambi di rotta.
Il caso più emblematico è proprio quello di Cancellieri. La Fiorentina voleva l'esterno, con Matteo pronto ad accettare: un'operazione che avrebbe permesso alla Lazio di incassare e liberarsi di un giocatore in scadenza nel 2027. Gattuso, però, ha frenato: senza un vice Pinamonti sarebbe stato costretto ad adattare Noslin e avrebbe perso anche un'alternativa sulla destra. Cancellieri è così rimasto, mentre Gudmundsson è arrivato lo stesso, in prestito gratuito con diritto di riscatto a 11 milioni.
Il mercato biancoceleste resta comunque quello del saldo zero. In uscita sono arrivati gli incassi di Provedel, Gila, Dia, Ratkov e Artistico; in entrata gli investimenti immediati sono stati soprattutto quelli per Frattesi, Pinamonti e Sutalo. Undici milioni spesi subito, circa 22,3 considerando anche il riscatto di Dia pagato a giugno.
Tante le piste saltate: Sergi Dominguez, Gimenez, Markmann, Ivanovic, fino al caso Bamba Dieng, fermato dalle visite mediche. Anche Icardi è stato valutato, ma il suo profilo non convinceva del tutto per il calcio aggressivo che Gattuso vuole costruire. Rino, del resto, ha avuto un ruolo centrale nelle scelte: Frattesi, Pinamonti e Sutalo portano anche la sua firma, così come la decisione di non sacrificare Cancellieri.
