Arbitri, Rocchi rompe il silenzio: "Un incubo, rivoglio la mia vita"
RASSEGNA STAMPA - Lunga intervista sulle pagine de Il Corriere dello Sport per Gianluca Rocchi, ex arbitro ed ex designatore arbitrale che ha raccontato i suoi ultimi mesi dopo l'accusa di concorso in frode sportiva. Di seguito le sue parole.
"Mi è esplosa una bomba nella vita... (si interrompe, riprende dopo cinque secondi)... perché? Me lo sarò ripetuto cinquanta volta. Perché a me?, cosa ho combinato? Da impazzire, credimi, e le cose sono via via peggiorate. Ho letto e ascoltato di tutto. Ero il mostro. Ma mostro perché? Ho fatto pensieri d’ogni tipo. Chi mi vuole così male? Ho però trovato anche tanta gente amica, c’è chi ha provato a rassicurarmi: a volte sono segnali, mi è stato detto, segnali di un cambiamento e devono essere colti".
"Mi sono ritrovato con la vita stravolta, con spiegazioni da dare ai figli, mio padre e mia madre hanno avuto solo parole di sostegno. Una bolla, ecco, ogni tanto mi osservo da fuori e mi auguro di svegliarmi da un incubo. Nell’incubo senti che hai smarrito il codice della vita, che hai demolito il nucleo della sicurezza, che stai precipitando... Ho scelto una vita e un ruolo che sono basati su valori quali l’onestà, la rettitudine, all’improvviso mi hanno trasformato in un mezzo delinquente. E poi quell’enorme vuoto da riempire. Quando passi da impegni h24, perché il designatore non stacca mai, al nulla cosmico".
"Quello che avevo rincorso per anni, un po’ di tempo libero per stare con i miei figli e occuparmi di me stesso, diventa improvvisamente un disagio, un inferno e la mattina vorresti non svegliarti per non dover inseguire qualcosa da fare. Così ogni giorno, per mesi. L'autosospensione? Non avrei potuto fare diversamente, rispettando i miei princìpi. Avevo delle responsabilità nei confronti dei ragazzi (gli arbitri, nda). Volevo che finissero la stagione in condizioni accettabili, senza pressioni supplementari".
"Se ho sentito Marotta? Mai, così come non ho mai avuto, né cercato rapporti con altri dirigenti. Per questo avevo inserito la figura del referee manager, un professionista addetto ai club. Penso che lo conservino anche quest’anno. Le bussate? C’è ancora un procedimento in corso, ho rispetto del magistrato che se ne sta occupando, così come di quelli di Milano. Ci sarà tempo per chiarire pubblicamente anche questo punto".
