Lazio, che disastro in trasferta nel 2012: solo tre punti conquistati e sette sconfitte... E Novara, Udinese e Atalanta da affrontare lontano da Roma

pubblicato alle ore 00.40
12.04.2012 07:39 di  Giorgia Baldinacci   vedi letture
Fonte: Giorgia Baldinacci - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, che disastro in trasferta nel 2012: solo tre punti conquistati e sette sconfitte... E Novara, Udinese e Atalanta da affrontare lontano da Roma
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Quando il cuore non basta. Quando la Juventus prima della classe dimostra tutta la sua superiorità, anche se questa Lazio ce l'ha messa la grinta per tentare l'impresa a Torino e ipotecare il terzo posto. Assenze pesanti da Klose a Lulic da Radu a Konko, condizione fisica che cede sempre più centrimetri alla stanchezza, lucidità mentale che viene meno, e poi c'è lui. Il fattore trasferta, letale, incorruttibile. Il fattore trasferta che porta con sè tre sconfitte esterne consecutive e tanti, troppi punti lasciati lungo il cammino. Stasera certo non era facile, ci vuole più coraggio, testa alta e sana arroganza per poter solo pensare di battere l'imbattibile Juventus. Ma qualche mea culpa c'è da recitarlo, la Lazio non può perdonarsi quei passi falsi lontano dall'Olimpico, proprio quando il destino incrociava la via della consacrazione tra le big. Inciampano i biancocelesti a Parma, 30° giornata di ritorno, tra il black out dell'Ennio Tardini e quello della difesa. Un 3-1 con tanto di doppia firma dell'ex ancora non ex  Sergio Floccari, una Lazio compassata e senza licenza di offendere. Inciampano i biancocelesti a Catania, 28° giornata, un sorprendente Montella e i vulcanici etnei dimostrano quanto vogliano giocarsi una piccola chance europea in un campionato molto sopra le righe. A dieci minuti dal triplice fischio, il destro di Legrottaglie condanna la Lazio ad abbassare la testa. Tre sfide lontani dalle mura amiche, tre sconfitte, sei gol subiti. Esattamente due ogni gara, media alta e stasera Federico Marchetti ne ha sventati parecchi.

Ma il 2012 lontano da Roma non ha la minima intenzione di accennare un sorriso. Se mettiamo tra parentesi il derby, che tanto trasferta non era, sembra proprio un anno horribilis per una Lazio che è riuscita a conquistare solo tre punti. Il bilancio è impietoso, una sola vittoria, sempre quella. Lo 0-3 contro il Chievo Verona, il 29 gennaio. Una vittoria e sette sconfitte, 20 i gol subiti, un banchetto che lascia insoddisfatto chi sta lottando per la Champions. Dopo la debacle di Siena e una sconfitta non troppo meritata con l'Inter, il successo in quel di Verona regalava speranza. Riprendere la marcia vincente che la Lazio aveva tenuto lontano da Roma nel girone d'andata sembrava allora possibile. E invece ecco che torna il fattore trasferta, cinque sconfitte una dopo l'altra (sempre escludendo il derby) e una Lazio con l'affanno a cercare di non buttar via troppi punti nella ricerca della qualificazione all'Europa che conta.

Sei sfide separano la Lazio dal verdetto finale del campionato, tre di queste i biancocelesti le affronteranno lontano da Roma: già da domenica a Novara, contro i piemontesi ormai impantanati in zona retrocessione. Poi lo scontro direttissimo con l'Udinese e l'Atalanta. I bergamaschi forse non hanno più nulla da chiedere a questo campionato, la salvezza è ormai al sicuro, ma Bergamo è di quelle trasferte che non vorresti mai ti capitassero alla penultima giornata di campionato. Ma tant'è, un po' di sicurezza e convinzione nelle proprie potenzalità i biancocelesti l'hanno riconquistata, Reja cerca la quadratura del cerchio: quella Lazio corsara e sprezzante che, nel girone d'andata, aveva collezionato diciassette punti in nove gare fuori casa. Un'armata da trasferta che s'è smarrita, e spera di uscir a riveder le stelle.