Serie A, Gravina: "Potremmo sforare il 30 giugno, altrimenti playoff"

"Tagliare gli ingaggi dei calciatori? Credo che non possa e non debba essere un tabù in un momento di emergenza", ha detto Gravina.
19.03.2020 07:15 di Francesco Mattogno Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Serie A, Gravina: "Potremmo sforare il 30 giugno, altrimenti playoff"

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è intervenuto ai microfoni di Radio 24 per un aggiornamento sul tema calcio-coronavirus. Quando si riprende? In che modo? Domande legittime alle quali, però, ancora non può corrispondere una risposta precisa. Sono tante le ipotesi sul tavolo, eccole spiegate dal presidente federale: "Rinviare Euro 2020 era fondamentale, ora c'è più spazio per cercare di concludere i campionati nazionali entro il 30 giugno. Questa è la priorità: non Champions ed Europa League. Non vogliamo penalizzare nessuno, nel caso in cui non riuscissimo a far giocare tutte le partite dovremo cambiare format. Ottimisticamente, speriamo di riprendere verso il 2-3-4 maggio. Nella malaugurata ipotesi di non riuscire a completare tutto entro fine giugno, allora chiederemo di poter sforare entro i primi 10 giorni di luglio: se anche questa ipotesi non dovesse rivelarsi possibile, allora ricorreremo probabilmente all’opzione playoff e playout".

PROBLEMI ECONOMICI - "Stiamo vivendo un momento di grande crisi. Si parla di un minimo di 170-200 milioni fino ad arrivare a 500-600-700 milioni di danno effettivo nel caso in cui venissero bloccati definitivamente i nostri tornei. Abbiamo presentato il problema anche in governo, al quale chiederò una sorta di riconoscimento di forza maggiore, per far sì che ci possa essere anche la possibilità di rinegoziare alcuni contratti. Tagliare gli ingaggi dei calciatori? Credo che non possa e non debba essere un tabù in un momento di emergenza, soprattutto a livelli importanti. Dovremo sederci intorno a un tavolo tutti insieme, capendo che l’emergenza vale per tutti e anche il nostro mondo deve avere la capacità di essere unito. Siamo chiamati tutti ad un gesto di grande responsabilità, offrendo solidarietà".

INSIEME VERSO L'OBIETTIVO"All'inizio dell'emergenza c’è stato un momento di tensione legate a partite da recuperare, posizioni di classifica e calcoli personali. Ci sono stati momenti dove sembrava si potesse riprendere l’attività a porte aperte, ma purtroppo poi la situazione è precipitata. Oggi quei discorsi sembrano lontani, ma parliamo solo di un paio di settimane fa. Ora dobbiamo recuperare lucidità, puntare in maniera decisa su una diversa ipotesi di calendario, partendo dal 3 maggio per arrivare al 30 giugno. Se dovesse slittare di una settimana faremo in modo di sforare a luglio. Dobbiamo fare in modo che ciascuno di noi possa programmare il suo lavoro e vedere la ripartenza del campionato italiano, che testimonia anche la speranza per tanti italiani di aver superato l’emergenza".

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Pubblicato il 18-03 alle 14.35