Lazio, protesta e conti: il vero danno deve ancora arrivare

L’Olimpico vuoto pesa meno sui conti della Lazio. Gli abbonamenti erano già stati pagati. Il vero impatto della protesta emergerà nel 2026/27.
07.10.2026 14:18 di  Alessandro Zappulla   vedi letture
Lazio, protesta e conti: il vero danno deve ancora arrivare
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L’immagine è fortissima, il primo numero molto meno. Da fine gennaio l’Olimpico biancoceleste si è progressivamente svuotato, con il popolo laziale che ha scelto di portare avanti la propria protesta contro Claudio Lotito rinunciando anche alla propria casa. Una scelta identitaria prima ancora che economica, che non può essere giudicata attraverso un bilancio: qui si tratta soltanto di capire quanto abbia inciso, fino a oggi, sulle casse della Lazio. Il consuntivo chiuso al 30 giugno 2026 racconta che i ricavi da gare sono scesi dai 22,9 milioni del 2024/25 ai 18,1 milioni del 2025/26: circa 4,8 milioni in meno, poco più del 20%. Una perdita significativa, certo, ma non quella voragine che l’immagine di uno stadio deserto potrebbe far pensare. Il motivo è semplice. La desertificazione dell’Olimpico ha riguardato sostanzialmente il girone di ritorno, mentre i quasi 30 mila abbonamenti della stagione erano già stati sottoscritti e pagati. Il seggiolino, insomma, poteva essere vuoto la domenica ma risultava già pieno nei conti. E nel confronto pesa anche l’assenza delle coppe europee (come per altro l'anno scorso, ma con una coppa Italia in più disputata fino alla finale), motivo per cui sarebbe scorretto caricare tutti quei 4,8 milioni sulla protesta.

È il 2026/27, allora, il vero banco di prova. Perché stavolta la protesta è entrata nei conti dalla porta principale: dai quasi 30 mila abbonati della passata stagione si è precipitati intorno alle 4 mila tessere. Oltre 25 mila persone che non hanno semplicemente deciso di lasciare vuoto un posto già acquistato, ma hanno scelto di non acquistarlo affatto. Una differenza enorme quando si passa dalle fotografie dell’Olimpico ai numeri di un bilancio. Per questo il prossimo consuntivo, quello che si chiuderà il 30 giugno 2027, potrà raccontare molto meglio il peso economico della contestazione. Le proiezioni circolate nei mesi scorsi hanno ipotizzato un impatto ben più consistente considerando insieme abbonamenti, biglietteria e indotto commerciale, ma oggi restano appunto proiezioni: incideranno l’andamento della stagione, gli spettatori partita per partita e naturalmente l’eventuale ritorno o meno dei tifosi allo stadio. Una cosa però è già evidente. Nel bilancio appena approvato la protesta ha colpito soprattutto le presenze; nel prossimo potrebbe colpire direttamente gli incassi.

Ed è qui che emerge il paradosso. Nel 2025/26 la Lazio ha incassato 88,45 milioni dai diritti televisivi, quasi cinque volte i ricavi prodotti dallo stadio. È anche per questo che migliaia di seggiolini vuoti non mandano immediatamente in tilt una società di Serie A. Ma sarebbe un errore utilizzare questo dato per sostenere che la protesta conti poco. Racconta semmai quanto tempo serva perché una scelta così radicale attraversi per intero i conti di un club. I tifosi stanno sostenendo personalmente il prezzo della loro contestazione, rinunciando allo stadio per manifestare un dissenso verso una gestione nella quale una parte enorme del popolo laziale non si riconosce. Le ragioni della protesta non diventano più o meno valide a seconda dei milioni persi dalla società. Il bilancio al 30 giugno 2026 fotografa soltanto l’inizio del fenomeno. Quello del 2027 sarà la prima fotografia completa. Perché un Olimpico vuoto fa impressione, ma economicamente c’è una differenza enorme tra un seggiolino vuoto già pagato e uno rimasto vuoto anche al botteghino.

Alessandro Zappulla
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Notti insonni e fiumi di parole. Il giornalismo è un gene folle che ti tiene vivo. L'aquila sul petto, un battito mai domo. Insieme fanno: La Lazio Siamo Noi, dal 2008. Io invece cronista dal 2005, con il motore sempre acceso